Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Quando mi basterà essere con me

Sarà come benedire
la mia pelle,
la mia mente,
la mia anima.
E osservare
Allora tutto parrà più vero
e non fisserò l'orizzonte
guarderò oltre...
perché saprò credere ai miei occhi.
E quando il terreno sarà pieno di passi
io imparerò a volare.
Dalla mia schiena sbocceranno
ali di consapevolezza
e allora
il cielo
sarà la mia grande porta.
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    Scritta da: seilion
    in Poesie (Poesie personali)

    la gatta di casa

    Micetti appena nati, per levarseli regalavano,
    nostra figlia, lì, t'ha visto, miagolavi a perdifiato,
    a casa t'ha portato, con amore t'ha curato,
    eri così piccina, che ci stavi in una mano,
    grigio chiaro, tutta striata, col nome "Luna" t'ha chiamato.

    Subito, della famiglia hai fatto parte,
    sei cresciuta libera e prepotente,
    della casa, ben presto la padrona, sei diventata,
    tanti anni, sono passati e con noi tu sei rimasta,
    anche quando, nostra figlia, di casa se n'è andata.

    Tu gironzoli per casa, con incedere elegante,
    salti su mobili e divani, scruti tutto, con la testa, fai capolino,
    poi ci sali sulle ginocchia, per schiacciare un pisolino,
    se siam tristi, pensierosi, con la zampetta, ci tocchi il viso,
    vuoi una carezza, trasformi, la nostra maschera, in un sorriso.

    È tardi, andiamo in camera a dormire,
    quatta quatta, poco dopo, ti sentiamo saltar sul letto,
    fai un giro d'ispezione, poi le unghie affondi per
    ammorbidir il tuo giaciglio, fino che ti sdrai, qui sul petto,
    ti lasci dondolare, dal respiro regolare.

    Or si dice, gli animali non capiscono,
    quando viene nostra figlia, i suoi avi, a trovare,
    per la gatta, non esistiamo, la segue come un cagnolino,
    di staccarsi da lei non vuole, il ricordo
    di quand'era piccolina, la prima ad amare.

    seilion1.
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      Scritta da: seilion
      in Poesie (Poesie personali)

      Il sig. Dino

      Il ricordo, di un mitico personaggio, che la mia
      giovinezza, ha avuto, la fortuna di conoscere,
      un'uomo eccezzionale, straordinario, per la sua
      cultura, la sua gentilezza, il suo sapere.

      Lo si vedeva, tutti i giorni, dall'una alle tre,
      da "Vergi", vecchio bar, di una spendida via,
      prendeva sempre, un cicchettino e il caffè,
      e come al solito, nei primi tavoli si sedeva.

      Aveva sempre, un libbro in mano,
      lo divorava, come farebbe con la preda, un caimano,
      diceva, allontana la pazzia di torno,
      per questo io ne leggo, uno al giorno.

      Noi giovani, a Lui ci rivolgevamo,
      i nostri problemi di cuore, raccontavamo,
      in silenzio, ci ascoltava, senza sgarbo, ci consolava,
      senza nessuna presunzione, i suoi consigli, ci regalava.

      Non abitava nel quartiere, di lui poco si sapeva,
      vendeva pesci, ma aveva un sapere sopraffino,
      di te, son rimasti solo, bei, ricordi,
      mio carissimo, "Signor Dino".

      seilion1.
      Composta lunedì 30 aprile 2012
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        Scritta da: Simone Sabbatini
        in Poesie (Poesie personali)

        Sentimento II

        Che tristezza, piuma cara,
        senso vuoto del tuo stato!
        Io ti vedo, mesta, amara,
        nel tuo moto ormai fermato.
        Già non soffia più quel vento
        che spingeva te, leggera;
        dopo un attimo s'è spento:
        dopo un attimo è già sera.
        Or ti vedo, ferma a terra,
        sul cemento sporco e scuro:
        non c'è pace, non c'è guerra,
        solo un suolo nero e duro.
        Non più bella, non al sole,
        più nessuno che t'ammira;
        che, passando, se non vuole,
        non gl'importa, a te si gira.
        Quell'ostacolo, l'hai preso,
        che pensavi inesistente:
        quello scoglio t'ha sorpreso,
        t'ha colpito veramente.
        Vomitevole esistenza,
        ma bisogna andare avanti;
        porre forte resistenza
        contro i mali brutti e tanti.
        Già l'hai fatto, anima triste,
        vuota, mesta, amara e ferma;
        non per sempre il buio insiste,
        non per sempre in te s'afferma.
        Composta lunedì 24 maggio 1999
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          Scritta da: Simone Sabbatini
          in Poesie (Poesie personali)

          Percorso

          Dolcissimo incubo,
          sogno triste e pauroso:
          mi porti una strada di curve campestri,
          di teneri arbusti sudati dal sole,
          di petali allegri nel buio notturno.
          Un'auto – la guido! – la segue leggera,
          asseconda le curve volando, leggera,
          inconsistente ed eterea, leggera:
          oh fresca giornata d'estate!
          non sa dell'attrito.
          Ma la notte, no: nella notte
          l'asfalto costringe il suo moto,
          mi giro nel buio totale: son vivo,
          son solo, da solo. E soltanto
          così vedo gialli quei fiori.
          Non m'importa:
          sogno o angoscia, giorno o notte,
          del colore dell'estate o con il sangue mio versato,
          io ci proverò a seguirti, dolce strada:
          chissà dove arriverò.
          Composta venerdì 13 ottobre 2000
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            Scritta da: Simone Sabbatini
            in Poesie (Poesie personali)

            Insonnia

            Fa caldo stanotte: le tre
            ma proprio non riesco a dormire; fa caldo.
            Il sudore mi bagna le tempie,
            nel petto il mio sangue ribolle.
            Non dormo; non è tutto qui:
            c'è che dentro il mio cuore, frenetico
            lavora un mostro delicato,
            trasmette al cervello stranissimi impulsi.
            È un sentimento misto:
            rancore
            rabbia
            dolore
            spiacere
            tristezza
            angoscia
            dubbio.
            Mi manca qualcosa,
            non ho più la pace,
            non ho la certezza che solo un amico sa darti.
            E sei stato finora l'amico più stronzo,
            che tutto mi dava fuorché le certezze,
            ma adesso che non ci parliamo da un giorno
            capisco: per questo eri molto importante,
            per questo sei molto importante:
            non solum, sed etiam.
            Capisco che no, non viaggiamo su stesse frequenze,
            ma che l'amicizia è tutt'altro che questo.
            Per questo non dormo: ho cercato
            la sensazionalità dell'evento, scordando
            che tu non ti chiami Matteo.
            Sapendo che mai fileremo d'accordo
            - la tua prepotenza, il mio orgoglio
            vigliacco e permaloso,
            un po' geloso, un po' stupido, un po'
            dignitoso
            nel bene e nel male –,
            coscienti di questo
            cresceremo arricchiti.
            A questo io credo.
            Per questo so di poter dire che
            ti voglio bene.
            Composta venerdì 25 agosto 2000
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              Scritta da: Simone Sabbatini
              in Poesie (Poesie personali)

              Esperienza naturale

              Dall'alto di un muro scoglioso
              a picco sui flutti del mare
              sto qui, con la mente in silenzio,
              e i sensi in spontaneo stupore:
              non devo più chiudere gli occhi
              non devo cercare il silenzio
              non devo sforzarmi per niente:
              già volo coi bianchi gabbiani,
              sospeso da un vento violento,
              su schizzi di schiuma marina,
              su rocce giallastro-aranciate,
              su salde fiorite cactacee.
              E i flutti del cuore eccitato
              si fanno più intensi e maestosi;
              nell'animo i bianchi gabbiani
              mi lasciano senza respiro;
              la pietra salmastra degli occhi
              s'accende di fiori imponenti.
              Profumi, sapori e colori
              dal mare m'allagano il sangue
              e inebriano, intensi, la mente.
              O terra di Spagna, mia fonte di vita:
              tu parte del Mondo, emozione infinita!
              Composta martedì 11 aprile 2000
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                Scritta da: Lukas
                in Poesie (Poesie personali)

                Raro uccello nel cielo (Contrasto)

                Di ritrarre un bellissimo uccello
                appoggiato sul albero suo volo
                tutto, ma il suo corpo dipinto
                Ho dipinto l'albero e il cielo
                e dipinto tutto il contesto
                e l'uccello è stato dipinto solo

                Così come l'arte di luci e ombre
                è stato in grado di dipingere
                l'uccello senza vedere
                così vediamo persone
                La nostra luce è la sua tenebra
                le nostre ombre e sua luminosità.
                Composta venerdì 14 settembre 2012
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                  Scritta da: Luigi Principe
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il piacere, la coscienza

                  Il godimento di oggi
                  è cieco, profumato, caldo
                  sai che sta per arrivare
                  non dove ti brucerà.
                  Cieco anche quello che sogni
                  taglia l'aria e il buio
                  è rapido, spietato, folle
                  lascia i segni della nostra passione.
                  Nel lusso che mi hai concesso
                  t'infliggerò quanto meriti
                  fin dove puoi
                  perché ne hai bisogno,
                  un po più in la
                  perché ne ho bisogno io.
                  Composta martedì 25 settembre 2012
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