Poesie personali


Scritta da: Franco Mastroianni
in Poesie (Poesie personali)

So copiare

Ho la testa... ma non so che cosa sia
ho le mani... ma la penna ogni volta scappa via.

Ma una cosa la so fare.

So copiare.

Mi riesce così bene... che mi posso anche lodare.

Sfoglio pagine d'autori e mi approprio dei lavori
poi le metto sul mio blog
le decoro con le foto e con i fiori.

Non le firmo di sicuro con il nome dell'autore
altrimenti tutte queste mie fatiche non avrebbero valore.

Alla fine di ogni giorno sono molto soddisfatto
ma il mio specchio non funziona... perché mi riflette un ratto.

Ma la notte faccio un sogno ricorrente
sogno di essere un torrente
ma un torrente senza greto.

Mi risveglio e tutto intorno... non ho niente di concreto.
Composta giovedì 17 novembre 2011
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    Scritta da: Simone Sabbatini
    in Poesie (Poesie personali)

    Occhio malocchio

    Il ragazzo che corre vestito di giallo
    lo sguardo sicuro, aggredisce l'asfalto
    stilla il sudore ed ha gli occhi cobalto
    non si vede però nella tasca ha un corallo.

    Il vecchio professore che sputa nel liceo
    non è superstizioso, ma evita le scale
    scansare i gatti neri è per lui cosa normale
    di certo non gli serve, però che bel cammeo!

    Hai messo la tua croce? Qual è la decisione?
    La sfiga o la sfortuna? Non hai alternative!
    Fuma pure, mangia e bevi, vivi quello che si vive:
    puoi davvero riconoscere cattive scelte e buone?
    Composta lunedì 10 gennaio 2011
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      Scritta da: Simone Sabbatini
      in Poesie (Poesie personali)

      Dolce signora bionda

      T'ho incontrata che avevi ottant'anni
      e negli occhi un riflesso un po' stanco.
      Ma se tu non mi avessi fermato
      t'avrei visto? Avrei fatto in tempo?
      Tempo che temo, Tempo che corro
      che voglio far mio e mi diventa nemico.
      E si corre la vita, e si vedono vite
      sfumarci alla coda degli occhi.
      Un'ora di spesa passata alla coop
      bastoncini congelati di pesce
      nelle buste. Un sabato fuggente
      da riempire con altro nel sole
      a novembre che obliquamente muore.
      E quant'altro e cos'altro, e il mio passo
      normale, e le tue strane parole
      che graffiano intorno e feriscono il cuore,
      poi nascono dentro e lo fanno fiorire.
      Ma forse è soltanto che avevi ragione
      e comunque la cosa più grave
      è stata fermarmi soltanto un momento
      e riandare. E non chiederti niente
      sapere che cosa hai rincorso
      conoscere il tuo grande rimorso.
      Non chiederti e non ascoltare.
      Composta domenica 13 novembre 2005
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        in Poesie (Poesie personali)

        La nostra vita?... Dopo molto di tempo

        Dimmelo tu con che voce ti dovrei parlare
        per esser degno del tuo ascolto,

        con quale sguardo ti dovrei guardare
        perché tu ti lasci guardare.

        Dimmi cosa dovrei fare per avere un tuo sorriso.

        Dovrei forse indossare la tunica del saggio
        per soddisfare le tue domande
        silenziose,
        fatte a gesti,
        dovrei mettere le dita su un pianoforte per esser musicista
        e regalarti melodie a comando
        o strisciare nel mio ridicolo essere nudo
        quando vorrai umiliarmi.

        Cosa dovrei fare?

        Essere scultore,
        rimodellarti il corpo
        ogni volta che ne vedi un cedimento
        e non lo accetti.

        Per te farei anche ciò che non so fare,
        ma l'unica cosa che ora faccio è bere
        per non vedere ne te come sei ne me come non so essere.

        Resto il portiere del tuo albergo ad ore,
        ancora innamorato,
        che chiude gli occhi e soffoca il suo cuore
        quando qualcuno sale alla tua porta.

        Sono l'uomo passato
        che non vede le tue segrete fughe,
        che aspetta i tuoi ritorni stanca
        appagata fino al giorno dopo,
        ti da la chiave e abbassa gli occhi
        per non notare occhiaie e trucco sfatto,
        stringe fra le dita il naso per non sentire il puzzo d'uomo che ti porti addosso,
        il puzzo degli amori orizzontali e passeggeri,
        o forse è solo il puzzo del mio fallimento che ho nel naso,
        addosso, sempre.
        Composta mercoledì 16 novembre 2011
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          in Poesie (Poesie personali)
          Stai fermo
          tramonta il giorno sul tuo viso,
          non ti muovere
          stanotte come falene
          catturerò tutte le stelle
          e ne farò ornamento per il nostro letto.
          Non dire una parola
          in un bacio soffocherò le urla che
          ti infestano la mente.
          Chiudi gli occhi hai narcisi tra i capelli
          e biancospino sul tuo corpo di cacao
          lasciati amare.
          È più bello il mio amore
          del vestito che mi porto dietro
          ha dolcezza di rugiada
          e i colori dell'autunno.
          È talmente amore, amore, che non lo trattengo
          ed ogni cosa inghiotte...
          ogni cosa.
          Stai fermo
          albeggia il mattino
          nei tuoi occhi mentre
          il pungente bacio di gennaio
          sfiora il tuo viso.

          Di pioggia e vento tempesti
          l'animo mio.
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            Scritta da: Osvaldo Leone
            in Poesie (Poesie personali)

            Non me ne andrò...

            Non me ne andrò
            se prima non avrò visto brillare i tuoi occhi nei miei,
            se non avrò visto il luccicare dei tuoi denti in un smagliante sorriso
            Non me ne andrò
            se non vedrò la la gioia, nei tuoi gesti e nelle tue movenze,
            Non me ne andrò
            se tu non sarai definitivamente mia!
            Composta mercoledì 16 novembre 2011
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              Scritta da: Simone Sabbatini
              in Poesie (Poesie personali)

              Che c'è?

              C'è di più:
              di quello che faccio e non devo,
              di quel che non fo e che dovrei,
              c'è di più;
              di tanti pensieri sbagliati,
              di tanti peccati nascosti,
              di più:
              perfino dei miei sentimenti,
              perfino di grandi emozioni,
              di più:
              di più della gioia, di più della vita,
              di più di lavoro e fatica.
              Composta sabato 10 giugno 2000
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