Poesie personali


Scritta da: L. Orlandi
in Poesie (Poesie personali)

Radici

Radici ritrovate
cuori uniti dall'amore
istanti solide basi di vita,
eviti accuratamente
sgusciando via in silenzio.

Le tue radici fragili e sottili
sorreggono tronco esile e incompreso,
lasciati guidare dal maestro
non arrenderti al vento.

Colpe di padri
colpe di figli
trova la pace
e cerca il perdono.

Rendi il tuo tramonto
degno di aver visto il sole.
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    Scritta da: Antonella
    in Poesie (Poesie personali)

    Ho imparato

    Ho imparato che con un sorriso si può alleviare il dolore
    di un uomo che sta combattendo la sua battaglia per la vita.

    Ho imparato a sorridere anche quando mi sento la morte nel cuore,
    perché con un mio sorriso un altro viso sorriderà.

    Ho imparato che donare me stessa
    è assai più che ricevere in dono il bene di un altro.

    Ho imparato che voler bene
    è anche saper dimenticare me stessa.

    Ho imparato che amare
    significa anche saper rinunciare.

    Ho imparato che nella sofferenza si può solo crescere
    ed io credo di non aver sofferto abbastanza.

    Ho imparato che il dono più grande
    è quello di un Amore che non chiede.
    Composta mercoledì 22 gennaio 2003
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      Scritta da: Antonella
      in Poesie (Poesie personali)

      Il canto del mare

      Ascolto il canto del mare.

      È una dolce melodia
      per le mie orecchie
      stanche di udire vane parole.

      Mi lascio trasportare
      dal lento infrangersi delle onde sulla riva
      e con esse inizio una danza
      in cui il mio corpo diviene libero e leggero.

      Com'è dolce il canto del mare!

      Nulla più viene a disturbare la mia quiete.

      Solo la voce del mare mi parla
      ed io la ascolto,
      beandomi in essa.

      Anche la mia anima ora trova ristoro,
      perché la voce del mare sta parlando a lei.
      Composta domenica 1 giugno 2003
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        Scritta da: Antonella
        in Poesie (Poesie personali)

        L'emozione

        Come unico superstite di un naufragio,
        sull'isola deserta della tua vita,
        hai nuotato controcorrente
        per approdare sulla riva di un'altra isola,
        in apparenza simile a quella che avevi lasciato.

        L'hai esplorata superficialmente,
        con l'ansia di chi si sente vicino
        alla scoperta di un tesoro cercato da anni.

        Ed hai trovato me.

        Mi hai guardato con occhi vittoriosi,
        credendo che io fossi
        tutto ciò che avevi a lungo anelato.

        Hai nuovamente sentito palpitare
        il tuo cuore stanco ed inaridito,
        per quell'immagine di donna
        che ti eri fatto di me.

        Ti sei voluto regalare
        l'illusione di poter provare
        ancora un'emozione.

        Come un bambino mai cresciuto
        ti eri messo a contare le ore
        che ti dividevano da me
        e a giocare con l'emozione
        che ti dava il solo pensiero di me.

        Ma una volta raggiunta la meta,
        l'emozione che tanto
        ti aveva fatto sentire vivo
        si è placata.

        E fermandoti a pensare,
        ancora una volta hai capito
        di aver inseguito solo un tuo sogno,
        per correre via da te
        e da quella tua vita
        che ancora non hai imparato ad accettare.

        L'emozione che hai provato
        è stata il frutto del tuo bisogno di credere, di sperare e di cambiare.
        Composta mercoledì 13 agosto 2003
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          Scritta da: Antonella
          in Poesie (Poesie personali)

          Il ricordo

          Ho lasciato nei tuoi occhi qualcosa che era mio.
          Tienilo con te, quando penserai a me.
          Accarezzalo con la mente.
          Bacialo con il pensiero.
          Stringitelo al cuore nelle tue notti insonni.
          Camminaci a fianco nelle giornate di pioggia e riscaldalo in quelle assolate.
          Portalo con te, ovunque andrai.
          È il ricordo.
          Il ricordo di me per te.
          Lasciami vivere almeno nel tuo ricordo.
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            Scritta da: Antonella
            in Poesie (Poesie personali)

            Uomo e Poeta

            Le tue mani scorrono leggere,
            per lasciare traccia di te.
            Scrivono versi che placano l'anima
            di chi ha il piacere e la fortuna di leggerli.

            Da Poeta divieni Uomo
            e le tue mani accarezzano, con passione,
            il corpo di colei alla quale hai dedicato i tuoi versi.

            Da Uomo ridivieni Poeta
            e ritorni nel tuo mondo di carta,
            nel quale puoi vivere
            con la compagnia della tua immaginazione.

            Sei tornato ai tuoi sogni di Poeta;
            quei sogni che l'Uomo non è riuscito a realizzare.

            Talvolta torni ad essere Uomo
            e, al ricordo di ciò che è stato,
            finalmente piangi.
            Composta venerdì 6 giugno 2003
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              Scritta da: Antonella
              in Poesie (Poesie personali)

              Una donna cammina

              Una donna cammina
              in riva al mare.

              I suoi piedi sono bagnati
              da acque limpide.

              I suoi passi sono lievi e lenti.

              Non c'è fretta nel suo cammino!

              Nulla l'attende,
              se non il suo destino.

              Non si volta indietro,
              ma cammina verso il sole.

              Sorride a chi la incontra
              e non smette di pensare
              che la vita è bella
              solo per il fatto di poter camminare.

              Una donna cammina,
              andando incontro al suo destino.
              Composta domenica 1 giugno 2003
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                Scritta da: Luigi Principe
                in Poesie (Poesie personali)

                Dio ha bisogno di lei

                Il fiore ha bisogno del vento e delle api
                l'albero delle sue radici
                le radici dell'acqua
                Dio ha bisogno di lei.
                È il nesso tra me e il mio creatore
                Il pennello più pregiato del primo e più grandi fra gli Artisti.
                La sua condizione è la misura della civiltà di un paese
                di quanto sia fertile la terra sulla quale cammina
                e quanto coraggioso sia il suo popolo
                la misura di quanto uomo sia il proprio Uomo.
                Composta giovedì 30 giugno 2011
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