La mia insoddisfazione
si nutre dei miei occhi,
ne succhia lentamente la luce.
Mi ritrovo stanco
ad ascoltare la pioggia
di un novembre insipido
della vita che vorrei,
di cui sento l'eco affievolirsi.
La candela è accesa
di una febbrile fiammella dorata,
quando è un incendio
a infervorarmi l'anima.
Ma non sono stanco
e al mondo sembra bastare questo,
ma sfamarmi delle dolci briciole
della mia tremante volontà mi fa sorridere
digrignando di morte.
Voglio che il falò della vita divampi
tra le onde del mio mare in burrasca
finanche a guardare
dalla zattera della speranza
la mia carcassa di animale
bruciare annegata sulla spiaggia.
La morte dopotutto
non è certo il peggiore dei mali.
Composta lunedì 30 novembre 2009
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