Poesie personali


Scritta da: Jole Breads
in Poesie (Poesie personali)
Ho voluto
Ho cercato
Ho sognato
Ho amato

Ho sperato nel mio cuore
di non esserci dolore
ma nel vento mi hai portato
e di colpo mi hai lasciato
mai una rosa mi hai donato
avaro cuore e ingrato

Ho voluto
Ho cercato
Ho sognato
Ho amato

Disperata la mia ala
nel volo si è spezzata
e come un sasso son caduta
sulla terra fredda e cruda

Ho voluto
Ho cercato
Ho sognato
Io ti ho amato...!

Non pensare che sia un gioco
perché tu eri il mio scopo
eri tutto ciò che avevo
e ad un tratto io non c'ero
Com'è cupa la mia vita
che oramai sembra finita

Ho voluto
Ho cercato
Ho sognato
Quanto ti ho amato.
Composta giovedì 24 novembre 2011
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    Scritta da: Paola38
    in Poesie (Poesie personali)
    Lacrime
    Ho salutato mio figlio, tra pagliuzze, cristalline, luccicanti,
    colorate dal sole.
    IL volto, ondeggiava felice e sorridente, incoscienza dei suoi vent'anni.
    Le navi da guerra, raggiungevano il mare aperto, passando in un
    spazio, poco più di un canale.
    Senbrava di potere toccare i cari volti per un ultima carezza.
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      Scritta da: ODIOSA
      in Poesie (Poesie personali)

      Avrei voluto

      Avrei voluto che ogni alito di vento
      fosse la tua voce
      che piano sussurra il mio nome

      Avrei voluto respirare
      del tuo respiro
      la tua vita

      Avrei voluto essere energia
      che scorre nelle pareti
      del tuo cuore

      Avrei voluto essere sogno, sorriso, speranza
      che dolcemente
      t'accarezzano l'anima

      Avrei voluto e mille volte ancora
      avrei voluto, essere in te e per te
      quello che tu sei dentro di me.
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        in Poesie (Poesie personali)

        A... Amore

        Su un mio spartito,
        vi sono impresse le mie emozioni,
        le parole, le sensazioni e le basi
        per trarne una poesia musicale
        parla del sentimento più grande al mondo...
        l'Amore, si, quello con la A maiuscola
        quello che non ha età e non invecchia mai.
        Dedicato a te, dolce creatura
        anche a distanza di tempo, penso sempre
        che tu sia il dono più pregiato
        che la vita potesse riservarmi.
        Siano queste mie note
        ambasciatrici dei miei sentimenti
        più profondi che provo
        per una persona speciale
        quale sei tu.
        Il destino è stato generoso con me
        ha voluto che ci incontrassimo
        per realizzare
        la migliore fra le sue opere.
        Composta giovedì 24 novembre 2011
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          Scritta da: Simone Sabbatini
          in Poesie (Poesie personali)

          Vita mia

          Ed è possibile sentire, in quei momenti
          sotto i piedi tanto vuoto, e quanto ancora!
          Perché tutto crolla:
          le bugie
          gli inganni
          gli insulti
          le illusioni
          che ti dico tutti i giorni,
          vita mia,
          che ti do per vivere o morire.
          Che mi resta, e quanto dura?
          Solo questo sentimento roco,
          questa voglia maledetta di spaccare o di dormire,
          quest'ansia pessima di vivere diverso?
          Solo questa rabbia dolce,
          e già pensi: ti ricordi
          quella rabbia...
          ah, i ricordi, quelli sempre
          e anche loro crollano
          o si perdono
          e se c'è già, solo così tanta vecchiaia,
          così presto,
          così tardi, così mai.
          Composta giovedì 5 luglio 2001
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            Scritta da: Simone Sabbatini
            in Poesie (Poesie personali)

            Terrorista

            Si è perso un treno e chi l'ha perso sei tu
            nei tanti mari che t'affogano il cuore,
            nei vari pezzi che ti spiega l'amore
            ti piega il dolore. Dirottato
            come un aereo che cerca la sua scia
            sorvola deserti di pietra e rabbia
            sabbie bianche cancellate da un asciutto mare.
            Passa la paura di non capirsi,
            campi come cassetti desolati di sogni
            confrontarsi con la disarmante semplicità del genio.
            Le tue mani sono come i binari e
            i tuoi occhi, teoricamente improbabili
            osservano il treno nello spazio
            libero dalla fantasia.
            Composta sabato 11 luglio 2009
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              Scritta da: Elona
              in Poesie (Poesie personali)
              Cerco nel universo di scoprire nuove cose mai scoperte
              fino ad ora, guardo attentamente senza perdere nessun
              dettaglio, è imenso meraviglioso è l'universo che in continuo
              cerco, lo cerco fra la gente ma inutilmente, non c'è via d'uscità
              ma si vede solo un tunnel senza segnali, non si capisce
              niente oppure non c'è ragione perché descriva questo buio che si trova all'interno della gente, cerco senza smettere ma non trovo
              niente e nessuno che mi capisce, sono estranei al mio sapere
              non sanno valutare il minimo discorso ne dare risposte eque ed
              vere ma si limitano a stare sulle sue, mi sento sola in questo
              mondo mi sento strana in questo universo cerco una ragione per andare avanti mi chiudo in me stessa e non domando più,
              non do più risposte smetto di ascoltare quella gente ma mai
              dico mai non smetterò di pensare il mio modo di agire e fare
              sempre e di più in tutto e in generale.
              Composta martedì 1 novembre 2011
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                Scritta da: venditore di fumo
                in Poesie (Poesie personali)

                Terra Arida

                Ammassi di pietre ordinate,
                di tetti, di case:
                impazza l'afosa estate.
                La città è deserta,
                fiochi bisbigli di gatti
                e di vecchi abbandonati
                si odono a stento.
                L'edicola è serrata,
                il grigio muro dell'orto
                ribolle nel meriggio.

                Singhiozza una fontana solitaria;
                un tenue gioco di specchi biancheggia
                mentre la pozza evapora nell'aria.
                Un fremito di rondini serpeggia
                nel cielo stanco: insetti di varia
                specie intorno a una vecchia puleggia.

                Saracinesche serrate mi dicono
                che è agosto e che io sono oramai solo
                in città a calpestare il grigio suolo.

                Un minuscolo chiosco offre ombra e ristoro al riparo
                dei suoi quattro ombrelloni. Una menta ghiacciata
                estingue per un attimo la sete. La verde bevanda,
                l'ombra degli ombrelloni: immagini già viste.

                Scendo un poco in giardino, sotto il vecchio
                Olmo assetato. La sua ombra fronzuta
                Lenisce qualsiasi ferita. Un secchio
                Immerso nel pozzo, foglie di ruta
                Tritate sopra un liso tavolino,
                Un po' di salvia, un coniglio spellato:
                Desinare rustico con un vino
                Invecchiato cinque anni ed ora lasciato
                Nella brocca a respirare: profumo
                E calore della Toscana. Un fumo

                azzurrognolo circonda la brocca.
                Una tavola rotta
                cigola al mio passaggio.

                Un fiore ammutolisce
                nel mio giardino ed il pranzo finisce
                in un vagor d'ombra, così perisce

                una bella giornata:
                in un rivolo d'acqua
                che dura appena due ore
                ed anch'esso poi muore.
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                  Scritta da: venditore di fumo
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Voyeur

                  Lo sguardo s'è perduto nel mirabile
                  baratro che da gambe accavallate
                  è provocato. La pupilla inabile
                  accarezza le calze che, tirate,

                  allargano le maglie per mostrare
                  a questo mondo illusioni agognate.
                  La venustà di certe pieghe rare
                  impreziosiscono il gioco perfetto

                  d'increspature, quasi onde di un mare
                  in perenne bonaccia. Ma l'oggetto
                  di questa ammirazione già si nega

                  dalla mia vista con un gesto a effetto
                  e la sottana riassume la piega
                  di una felicità che non si spiega.
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