Tracimo d'alba
Notte, giorno
contorni...
ragion d'essere
di un altro risveglio
la tua linea
annegata negli occhi
onda e squarcio
in rugiada di luna.
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Notte, giorno
contorni...
ragion d'essere
di un altro risveglio
la tua linea
annegata negli occhi
onda e squarcio
in rugiada di luna.
Balla, canta, oggi rinascono i morti.
Alza le braccia e urla al cielo,
gli spiriti verranno da te.
Il fuoco arde caldo,
la sera fredda e tetra.
Solo le ombre si vedono,
danzano anche loro.
Le creature del bosco ridono
e si uniscono a te.
Balla strega balla,
il tuo sabba è iniziato.
Ho aspettato
con il volto coperto dai pensieri
la strada della perfezione.
Mille luci in bianco e nero
mi hanno ricordato
l'infanzia felice.
Bastava una carezza,
una minestra calda,
e carosello prima della notte in agguato.
E la radio
accesa nel deserto di una stanza in silenzio
ti riempiva il cuore.
Ancora riesco a sentire
voci sparite nel cielo
senza un indirizzo preciso,
e sorrido nel vuoto.
L'amore resta nel tempo,
come orologi caricati
con lo sguardo di un bimbo felice,
e aspetto con le mani rivolte a Dio
un bacio oltre le stelle.
Eravamo viti intrecciate
al sole di settembre,
su agili fili del vento
i nostri grappoli pendevano
come offerte desiderose
alle nostre bocche.
Poi levigati dal tempo,
ci siamo trovati silenziosi e leggeri
a inseguire il sole
intorno alle nostre vite.
Negli occhi la luce fragile delle attese
ad ascoltare frammenti d'emozioni,
brillare sulle nostre anime senza segreti.
Ora il respiro del ricordo, come un sussurro
sul tuo sguardo allieta
l'ispirazione alle nostre giornate.
In un piccolo angolo di cielo
danza la mia vita
cullata dalle note della tua anima
m'abbandono in quel dolce sentire
scandito dal richiamo dei tuoi pensieri
ti guardo con gli occhi del cuore
respiro l'aria che muovi
il tempo smette di esistere
e sono già abbracciata a te nel paradiso dell'amore.
Sussuralo
al vento
custode e messo
il tuo pensiero di me,
ch'io l'attendo
in un silenzio atroce,
speme
l'origliare la brezza,
mentre il tempo scorre
ad ansimare il desiderio
e rincorrere l'oblio.
Sarà,
che del respiro tuo,
ne patisco il digiuno.
Quanti occhi
e perché
per entrare dentro
senza bussare
trovando vuoti
e te
senza veli
a sfogliare il mio tempo
come una margherita
petalo dopo petalo
attimo dopo attimo
"zucchero o fiele".
Soffio di brezza
a sospirare
per la calura,
e attimi
distesi al sole
dalla salsedine
cosparsi
dopo la frescura
del mare
mi riconducono
al senso di te
muta e lontana.
Ho voglia di cadere su di te
posare parole senza tempo
sui tuoi sospiri abbandonati
scavare cave di pietra
estinguere fiotti e rigenerarli
Reggimi l'emozione
sul miraggio delle tue vette
spingimi nelle oscurità
dove imperversa il turbine
e poi il ristoro
Il mio destino ti reclama
imbizzarrita forma evasa dai contorni
ricaccio i sogni
se mi fai complice della tua realtà
Vieni a prendermi
ho riempito la valigia
di disegni.
Non t'ho ancora detto
come ti amo
mentre ero troppo presa
dall'amarti
Ma tu sai, certo che tu lo sai
com'è precipitata
la mia anima nella tua vita
Sai che ti bramo, di sguardi
più vasti degli occhi
carezze, di mani smisurate
pensieri, che traboccano
e travaso nei sogni
Ti amo come sa fare un bacio
che entra nel carattere
e una parola che il pronunciare
subito rende carne
Mi unisco a te
per non contare il tempo
Sai, forse le anime
non muoiono.