Poesie personali


Scritta da: Osvaldo D'ignazio
in Poesie (Poesie personali)

Mia Figlia

Si può amare la propria madre
Si può amare il proprio padre
Amarli entrambi perché sei parte di loro
Perché ti hanno voluto con loro in questo mondo

Si può amare una donna
Si può amare una persona cara
Si può amare la natura perché fai parte dei Lei
Si può amare il proprio cane perché ti è fedele

Tua figlia devi amarla
Anche se ti può far del male
Anche se ti può far disperare
Anche se ti può far soffrire
Anche se...

Perché tu l'hai voluta in questo mondo
Ed è per questo amo te.
Composta martedì 19 ottobre 1999
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    Scritta da: K8
    in Poesie (Poesie personali)

    A te

    A te che mi hai lasciato
    senza parole,
    a te che hai provocato
    le mie lacrime,
    a te che mi riempi le giornate,
    a te che non ti arrabbi mai,
    a te che ci sei e, spero,
    ci sarai sempre...
    A te dedico
    questi piccoli pensieri.
    A te che sei così speciale.
    A te i miei ringraziamenti
    non bastano...
    Grazie di tutto...
    Ti voglio bene.
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      Scritta da: K8
      in Poesie (Poesie personali)

      E quando la pioggia scende

      E quando la pioggia scende
      tu non ci sei più...
      Voli via come una rondine
      che indietro non tornerà.
      Angelo mio, ogni parola,
      ogni pensiero, ogni respiro sa di te.
      Il tuo profumo resterà,
      come un arcobaleno
      che il cupo cielo rischiara
      e poi scompare.
      La mia vita e il mio cuore
      sono pieni di te;
      la tua immagine celeste
      risplende nella mia testa
      e, come quell'unica stella
      in un cielo nuvoloso,
      viene poi coperta
      dalle nuvole ridenti
      che si prendono gioco di noi.
      E anche il tempo vola
      e non ascolta,
      ferisce ogni mio pensiero...
      Ma io resto lì,
      sola, nel gelido inverno,
      a guardare la neve
      che scende bianca e pura
      per la gioia dei piccoli.
      Ed ancora la mia mente
      è posseduta dal tuo ricordo.
      Ma tu non ci sei più...
      Composta lunedì 31 dicembre 2007
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        in Poesie (Poesie personali)

        Vintage kiss

        Nei giorni di dolore il tuo bacio come vino invecchiato in un calice d'amore,
        le tue parole mi rispondono come pugni chiusi che bussano alle porte dei timpani.
        Gli occhi disegnano il tuo volto che si proietta luminoso nella notte.
        Oh mia luce,
        oh mio faro,
        nell'abisso mi porti
        ma lo rendi così dolce. Per te che mi farei occhi e piedi nuovi
        per cercarti nella notte.
        Quale sentiero mi porti?
        Mi lasci nella solitudine di un caldo pensiero,
        noncurante te ne vai vestito di mio respiro.
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          Scritta da: Stefano Luppino
          in Poesie (Poesie personali)
          Siamo come vento e mare
          Così vicino da toccarci
          Troppo diversi per unirci
          La mia brezza
          Come una carezza
          Ti accompagna fino alla fine
          Fino ad infrangersi contro ogni ostacolo
          Più facile sarebbe dividersi
          Più difficile è volerti lasciare andare
          E alla fine ci perdiamo...
          In quel profumo
          Dove i nostri tratti spariscono
          E io e te non ci siamo
          Perché siamo noi...
          Composta lunedì 2 agosto 2010
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            in Poesie (Poesie personali)

            Le posate da casa

            Alla trattoria del buongoverno
            si mangia e si beve,
            si tira di scherno,
            il vecchio padrone lo chiaman l'eterno,
            sta fisso in cucina,
            che chiama l'inferno
            a causa del fumo
            e del fuoco di legna,
            di tante bestemmie senza ritegno.

            Ad ogni suo piatto dà il nome di un santo,
            il conto finale lo chiama giudizio
            saluta dicendo adesso vai via,
            ti alzi e qualcuno già riempie il tuo posto.
            Composta domenica 27 novembre 2011
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              Scritta da: SAVERIO FERRARA
              in Poesie (Poesie personali)

              Saveriù...

              Al fin
              mi addormento
              stanco
              con i miei pensieri.
              Un nome mi giunge
              e mi fa sussultare:
              "Saveriù"!
              Mi chiamavi così
              quando ero bambino.
              Con somma gioia
              ti ritrovo
              ad aspettarmi.
              Mi precipito
              ad abbracciarti,
              ma ahimè
              non sento il calore
              del tuo corpo.
              Le mie braccia,
              stringono
              il vuoto.
              Le mie labbra
              cercano invano
              le tue guancia.
              Ti vedo,
              ma sei per me
              irraggiungibile...
              Solo il tuo sguardo
              riesce a trasmettermi
              l'affetto
              di una mamma
              che vede suo figlio
              sempre ragazzino.
              Gli anni son passati
              mamma!
              Gli eventi della vita
              stanno invecchiando
              il mio cuore...
              Ti ricordi
              quando facevo
              i capricci?
              Tu, prontamente,
              esaudivi
              tutti i miei desideri.
              Adesso non puoi...
              non sono
              semplici capricci
              di bambino...
              Prega per me
              come solo tu sai fare...
              Composta domenica 27 novembre 2011
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