Scritta da: Violina Sirola
in Poesie (Poesie personali)
Lotta armata
Un messaggio d'amore
per testimoni di Dio.
Un messaggio di martiri
per la memoria.
Un messaggio di odio
per spettatori inermi
maturato all'ombra
dell'invidia.
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Un messaggio d'amore
per testimoni di Dio.
Un messaggio di martiri
per la memoria.
Un messaggio di odio
per spettatori inermi
maturato all'ombra
dell'invidia.
Brucerò nel sole
la luce dà calore
rigenera il calcio
nelle ossa nude dei morti,
li avvolgerò in tessuti
di raggi
dipanati sullo specchio del mare, e
sfilerà la schiera dei morti senza luce
su i muri del silenzio. Nell'ora della musica
chiedono il megafono.
Sprofondo
nel buio e...
... c'era l'acqua alta.
Turbinavano fogli, con caratteri
strani, in alto era l'asfalto, i ponti
di cemento, il buio
della vita, le tombe di quei
grandi che giocano d'azzardo. Usano la parola
per ingannare i tanti, che ascoltano
confusi la melodia del mondo.
i giusti, siamo noi! - urlano
a squarciagola - Sono parole
sante. Un vento turbinoso portò via quei
fogli - allungo le mie mani
mi tendo in alto - afferro:
"La verità è giustizia" leggo, rifletto
intanto - ho capovolto il foglio -
"La verità è Parola
cercala in fondo al cuore".
Vado alla ricerca delle Lettere
Sacre, dei messaggi
divini, impressi sulle pietre.
Cammino, senza
sosta, nell'acqua sempre alta;
sopra di me il cemento, il rumore
la vita. Tutto mi gira attorno, prima
c'erano tombe
ora, rumore e canti;
le melodie del mondo attirano i miei
sensi, mi capovolgo
- affondo! -
Ho la testa nel fango. Ormai, più non respiro.
Affogo nella melma, aiuto! Non voglio morire.
In un sottomarino, con la chiglia
spezzata, il timoniere è stanco, s'è assopito
in cabina. Devo navigare e, riprendo il timone.
Ora, quel foglio è bianco
la "Verità & Giustizia" sono solo Parole.
Riprendo la rotta nel silenzio
profondo, la melodia del mondo viaggia
nel mio pensiero.
Racconto i miei versi
"ih-oh - ih-oh"...
Il raglio dell'asino
è antico
un grido che lacera l'aria
la soma è pesante
mi piego.
È sordo il mio tempo.
Dietro l'albero antico, la pistola
puntavo, aspettavo il nemico e
il grilletto premevo
mentre il gatto, mio amico
le farfalle cacciava.
Mi esaltava la guerra, la parola "nemico"
era Paolo a terra e
fingeva l'ucciso.
Ora sono sul campo, non si finge
il nemico
sono colpi sicuri, mi sfigurano
il viso.
Vedo un gatto randagio
punta un topo che fugge
sono steso su un carro
sto facendo l'eroe
mentre tendo l'agguato, l'eroina
mi è amica
non mi esalta la guerra
la parola "nemico"
e:
bimbi
nuovi si tengono per mano
le bolle di sapone
lanciate da lontano
mostrano in trasparenza
angeli senza ali.
Ehi, boss che visione hai
della vita?
- Quella
giusta del presente. Ci sono guerre
vere tra gli Stati, che vuoi che sia
una guerra di mafia, girano i soldi.
Se sono riciclati? La droga è
affare di Stato.
Ehi, boss hai la faccia
d'acciaio, le ossa di ferro.
- Il ferro arrugginisce stando
fermo e l'ossa fanno male
strette in cella. "Comandare" non è
meglio di "futtiri", sono giri
di soldi tra giudici, avvocati e
secondini: tanto vale
la vita.
Paradiso di fantasmi
un volto e tante
ombre, fiori di tanti
colori, ombre... il mio
mondo.
Come un beone, vicino a un'osteria
barcolli avanti, brancoli nel buio.
Bevi il vino che mesce
la speranza, perché fede dai
alle parole.
Tu credi, speri e poi...
tutto tracanni. Alzi la gamba dove
non c'è gradino. Farmaco aneli
da chi, nella promessa, ha chiesto e...
ha ottenuto!
-Lo sai?
-Non lo sai?
-Te lo dico:
"Chi, per salir gradino, la mano
tende
dopo l'ascesa, nel culo il piede
pianta".
A cavalcioni di un dirupo
immenso Giacomino
contento sghignazzava
in riva al fiume Carmela sospirava
"amore mio delusione cocente" e
tra i singhiozzi, giù lacrime
amare, quasi che il fiume
in piena straripava.
In piedi sul dirupo
Giacomino godeva
dei sospiri dell'amata, poi
s'avvolgeva in cerchio e saltellava.
Di pari passo
il vento risucchiava il pianto
amaro, prosciugando il fiume.
L'acqua del fiume, lacrime
comprese, formarono nel cielo
un aquilone. Improvvisa, una nuvola
rosa sciolse i suoi riccioli come fili
d'oro, Giacomino contento vi si appese,
nella fretta perse i suoi
calzoni.
Intanto, la fanciulla
innamorata sul greto nuove
lacrime versava. A dispetto
il vento rigonfiava le brache
vuote, piovute sul bagnato.
Immergerà il viso
in pece nera
e gli occhi intingerà
a brace ardente, al cielo
la bocca
volgerà.
Tizzone alla fucina
di Vulcano
fabbricherà gli strali
per la guerra.