Le migliori poesie inserite da Violina Sirola

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Scritta da: Violina Sirola

Verità & Giustizia

Sprofondo
nel buio e...
... c'era l'acqua alta.

Turbinavano fogli, con caratteri
strani, in alto era l'asfalto, i ponti
di cemento, il buio
della vita, le tombe di quei
grandi che giocano d'azzardo. Usano la parola
per ingannare i tanti, che ascoltano
confusi la melodia del mondo.

i giusti, siamo noi! - urlano
a squarciagola - Sono parole
sante. Un vento turbinoso portò via quei
fogli - allungo le mie mani
mi tendo in alto - afferro:
"La verità è giustizia" leggo, rifletto
intanto - ho capovolto il foglio -
"La verità è Parola
cercala in fondo al cuore".

Vado alla ricerca delle Lettere
Sacre, dei messaggi
divini, impressi sulle pietre.
Cammino, senza
sosta, nell'acqua sempre alta;
sopra di me il cemento, il rumore
la vita. Tutto mi gira attorno, prima
c'erano tombe
ora, rumore e canti;
le melodie del mondo attirano i miei
sensi, mi capovolgo
- affondo! -
Ho la testa nel fango. Ormai, più non respiro.
Affogo nella melma, aiuto! Non voglio morire.

In un sottomarino, con la chiglia
spezzata, il timoniere è stanco, s'è assopito
in cabina. Devo navigare e, riprendo il timone.
Ora, quel foglio è bianco
la "Verità & Giustizia" sono solo Parole.

Riprendo la rotta nel silenzio
profondo, la melodia del mondo viaggia
nel mio pensiero.
Composta nel 1996
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    Scritta da: Violina Sirola

    Si giocava alla guerra

    Dietro l'albero antico, la pistola
    puntavo, aspettavo il nemico e
    il grilletto premevo
    mentre il gatto, mio amico
    le farfalle cacciava.
    Mi esaltava la guerra, la parola "nemico"
    era Paolo a terra e
    fingeva l'ucciso.

    Ora sono sul campo, non si finge
    il nemico
    sono colpi sicuri, mi sfigurano
    il viso.
    Vedo un gatto randagio
    punta un topo che fugge
    sono steso su un carro
    sto facendo l'eroe
    mentre tendo l'agguato, l'eroina
    mi è amica
    non mi esalta la guerra
    la parola "nemico"
    e:
    bimbi
    nuovi si tengono per mano
    le bolle di sapone
    lanciate da lontano
    mostrano in trasparenza
    angeli senza ali.
    Composta nel 1991
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      Scritta da: Violina Sirola

      Boss

      Ehi, boss che visione hai
      della vita?

      - Quella
      giusta del presente. Ci sono guerre
      vere tra gli Stati, che vuoi che sia
      una guerra di mafia, girano i soldi.
      Se sono riciclati? La droga è
      affare di Stato.

      Ehi, boss hai la faccia
      d'acciaio, le ossa di ferro.

      - Il ferro arrugginisce stando
      fermo e l'ossa fanno male
      strette in cella. "Comandare" non è
      meglio di "futtiri", sono giri
      di soldi tra giudici, avvocati e
      secondini: tanto vale
      la vita.
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        Scritta da: Violina Sirola

        Calabria Bella

        Come un beone, vicino a un'osteria
        barcolli avanti, brancoli nel buio.
        Bevi il vino che mesce
        la speranza, perché fede dai
        alle parole.
        Tu credi, speri e poi...
        tutto tracanni. Alzi la gamba dove
        non c'è gradino. Farmaco aneli
        da chi, nella promessa, ha chiesto e...
        ha ottenuto!

        -Lo sai?
        -Non lo sai?
        -Te lo dico:
        "Chi, per salir gradino, la mano
        tende
        dopo l'ascesa, nel culo il piede
        pianta".
        Composta nel 1969
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          Scritta da: Violina Sirola

          Piove sempre sul bagnato

          A cavalcioni di un dirupo
          immenso Giacomino
          contento sghignazzava
          in riva al fiume Carmela sospirava
          "amore mio delusione cocente" e
          tra i singhiozzi, giù lacrime
          amare, quasi che il fiume
          in piena straripava.

          In piedi sul dirupo
          Giacomino godeva
          dei sospiri dell'amata, poi
          s'avvolgeva in cerchio e saltellava.
          Di pari passo
          il vento risucchiava il pianto
          amaro, prosciugando il fiume.

          L'acqua del fiume, lacrime
          comprese, formarono nel cielo
          un aquilone. Improvvisa, una nuvola
          rosa sciolse i suoi riccioli come fili
          d'oro, Giacomino contento vi si appese,
          nella fretta perse i suoi
          calzoni.

          Intanto, la fanciulla
          innamorata sul greto nuove
          lacrime versava. A dispetto
          il vento rigonfiava le brache
          vuote, piovute sul bagnato.
          Composta nel 2000
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