Scritta da: Giuseppe Di Gianfilippo
in Poesie (Poesie d'amore)
Non sono io a trovarti
mi accadi
dalla testa alla bocca
e mi riempi le mani.
Commenta
Non sono io a trovarti
mi accadi
dalla testa alla bocca
e mi riempi le mani.
Quante volte a lungo ho atteso il tuo abbraccio
Ho ascoltato il tuo silenzio cullare la mia malinconia
Quante volte ti ho sognato nelle mie notti bianche
Quante volte si incrociarono un breve istante
il tuo sguardo ed il mio
Quante volte ho accarezzato il tuo silenzio
Quante volte sono arrivato davanti al tuo volto senza respiro.
Tu con me, non è lo stesso senza.
Posso raggiungerti con il dire,
ma il silenzio supporta meglio la mancanza.
Ospita pure le chiacchiere
con la stessa premura che hai per gli abbracci,
anche loro hanno bisogno di passare il tempo.
L'inviolabile tempio tornerà a celebrare
nel corpo sacro nuovi riti.
Narrazioni di questo tempo,
i pieni e i vuoti che non sanno capire
cosa siamo, quando siamo assenza.
Parole al vento, parole senza senso, parole per descrivere la tua bellezza.
Parole che volevano tenerti più stretta, parole in lontananza, parole che non sono mai abbastanza.
Parole che fanno soffrire, parole che non vorresti sentire, parole che vorrei dirti, che vorrei darti per farti capire quanto era grande la voglia di amarti.
A te
Impressione indelebile nel riflesso dei miei occhi
Istantanea eterna
che avanzi segretamente nel buio
Come stelle nella notte
Ed affolli la mia mente non lasciando spazio al sonno.
Non smetto di pensarti.
Ti amavo quando mangiavi dal mio piatto, quando non rispondevi e restavi
pensierosa, amavo la tua espressione imbronciata
quando dicevo qualcosa di sbagliato, i tuoi occhi spalancati quando, forse,
Dicevo la cosa giusta.
Ti amavo al risveglio,
spettinata, persa in quella bellezza che solo io ho posseduto
e che il mondo non conoscerà mai.
Amavo quando mi chiamavi
perché era sempre nel momento sbagliato.
Mi piaceva spiarti, mentre cucinavi o sceglievi la frutta,
mentre aprivi la finestra
o stendevi il bucato.
Amavo il tuo profumo, sapevi di casa.
Amavo sentire il suono dei tuoi piedi scalzi mentre ti avvicinavi
Amavo il tuo corpo, rifugio, riparo, riposo.
Ora non ti trovo più anche avendoti davanti perché forse non sei più tu..
Tanto più la vita trabocca d'amaro
Tanto più è dolce il sapore dell'amore.
E il gusto e l'olfatto s'inebriano,
di un profumo raro,
e di un inatteso sapore.
Di mondano vi è poco,
non vi è cosa più Divina dell'ardore di un fuoco.
Laddove la foresta muore, l'ardore riaccende,
si aprono di un tratto sentieri
e divaricano aperte le tende,
l'oggi è l'oblio di ieri.
La nebbia cala sul picco della mente,
ciò che ieri era speranza
oggi è presente,
con l'appassire di un fiore che non si arresta e avanza.
E ciò che prima brucia sotto gli occhi di Venere, trafigge d'impatto il dolore,
ma rinasce guarita dalla cenere,
poiché non è vita senza quell'ardore.
Siamo in sostanza
materiale in polvere
su cui è trascritta
la nostra scadenza,
che puoi scongiurare
se ti farai prendere
dalla tua vera essenza,
quell'alito vitale
di anima vivente
da cui sgorga l'amore,
pura carica spirituale
che ti fa tanto gioire
ma ancor più penare.
Rosa necessario è...
Vederti per tenerti
Vicino da lontano.
Non lontano dal cuore
Nella mente
Nulla assente.
Da credente necessito tempo
Da perdente poco spazio.
L'Amore, per come lo intendevo io,
ossia è una mescolanza di sentimenti e responsabilità, di fedeltà,
di lealtà ai propri impegni di coppia.
L'Amore è essenzialmente avere a cuore la felicità dell'altro,
ma naturalmente vogliamo che lo sia con noi.
Oggi l'amore è alla stregua di qualsiasi prodotto del consumismo,
usa e getta... Come la carta igienica.
Si dà poca attenzione e ascolto, poca pazienza e disponibilità nei suoi confronti,
non si cerca di capirlo e di andargli incontro,
gli si nega il contatto fisico e la sessualità.
Un sentimento che ogni uomo sufficientemente assennato dovrebbe,
per il suo bene, imparare a soffocare sul nascere.
Ma sembra che sia molto difficile riuscirci, perché senza amore non possiamo vivere.