Casa
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...una bottiglia e la spaccai contro il tavolo. L'alcool imbrattava il pavimento. "Cosa cazzo fai, moccioso?" Strillava. E poi il sangue, sangue che si mischiava all'whisky. Prima dalla gola di mio padre, che aveva ancora la faccia incredula per quello che aveva fatto il suo moccioso. E poi il sangue dal viso di mia madre. E poi dal petto di tutti e due e poi... sangue e whisky dappertutto.
Non credo di avere i poteri e non credo di essere speciale nemmeno adesso, mentre sto in questa piccola struttura dove da giorni mi hanno portato. Ci sono altri bambini qui, per la maggior parte con carattere irascibile, ma nessuno per ora ha mai toccato la mia nuova pianola. Lo chiamano carcere minorile, ma io non so bene nemmeno cosa significhi. Qui posso suonare senza andare a comprare da bere a nessuno e senza dover indossare le cuffie. Qui posso far sentire la mia spaccatimpani. Qui sono gli altri che pensano che io sia speciale e anche se lo chiamano carcere, io la chiamo casa.
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