Scritta da: Rossella Porro
in Poesie (Poesie personali)
Come fa
Come fa
il vero
a perdersi
nell'illusorio?
Come fa
il non detto
ad essere
ascoltato?
Eppure
hai franteso
il vero
e udito
il falso.
Composta giovedì 1 novembre 2012
Come fa
il vero
a perdersi
nell'illusorio?
Come fa
il non detto
ad essere
ascoltato?
Eppure
hai franteso
il vero
e udito
il falso.
Ho un naso rosso incorporato sul cuore,
un'anima buffona e saltellante
per confonderti e distrarti
con dei colori sgargianti.
Sono qui per te, per liberare
il bambino interiore che vive
in ognuno di noi: chiede d'esser ascoltato.
Sorridimi, con empatia ti accoglierò
anche se rimani in silenzio.
La tua mano carezzerò
per trasformare l'angoscia.
Ti regalerò un abbraccio
nel tuo momento di disagio
o nel dolore della malattia.
Un bacio ti lascerò
come compagno di viaggio.
E se la mia allegria infastidirà,
lentamente andrò e ti rispetterò.
Non ingannarti del mio coraggio
se non mi vedrai versar lacrime,
lontano da te le porterò.
Io modello nuove forme d'Amore,
non solo i palloncini.
Sono un clown di corsia
volontario della Gioia!
Nata con un buco nell'anima.
Amore negato alla fonte, come recuperare?
Dolore, rabbia e impotenza
ti uccideranno dentro, se ci crederai.
Lentamente nel tempo,
tenterai e troverai
ago e filo adatti a rammendare
la trama del tessuto esistenziale.
Unità di anima e ragione, se ci crederai
ti doneranno consapevolezza:
accettarlo come pregio.
Diverrai un artista, se ci crederai.
Impreziosire il difetto aggiungerà valore
ed un disegno, finalmente, sullo squarcio ricamerai.
Un angolo di prato personale fatto di piante,
foglie e fiori colorati con farfalle libere e leggere
che volano nell'azzurro di nuova primavera.
E del suo profumo t'inebrierai, se ci crederai.
Mattoni di certezze
cementati da sogni di luce illusoria.
Tra le macerie di polvere d'anima
ritrovo il battito di un cuore,
di rose e di spine.
Il silenzio mi da pace
e il pensiero si dilata
fino ad annullarsi,
quando tutto tace.
Pura percezione di libertà,
la montagna osserva
il volo alto di un rapace.
Trovo nuova dimensione
e di Dio la Verità,
l'Amore per l'Amore,
luce s'irradia
quando tutto tace.
Vecchia cristiana che fai il segno di croce passando davanti alla chiesa
ti sei mai chiesta cosa c'è là dentro
se tra quelle mura
in mezzo a quel silenzio
vive ancora Cristo,
o solo il suo momento.
Ho ancora nell'armadio tutti i tuoi capricci,
così tu li chiamavi,
fatti di stoffa filo
colori e tanta fantasia,
e nel cassetto adesso dormono forbici e bottoni.
Se chiudo gli occhi
sento voci di donne nude,
-questo mi rende grassa-
-questo mi dona meno-,
e quel trattare il prezzo
sempre dopo aver chiesto il meglio.
Sento tutti i profumi,
talco ed essenze rare,
e qualche odore
sparso per coprir l'opposto.
Storie origliate di appuntamenti andati male
o a volte troppo bene,
ennesima illusione per qualcuno.
Gli abiti riportati sempre molto stanchi,
a volte rotti perché tolti un po' di fretta,
utili alla conquista,
d'impaccio nel consumo,
a volte qualche macchia
che non andava via.
Gli abiti da togliere veloci
e quelli della "sera che lo lascio",
quasi da lutto.
Quelli per la truffa,
da tenere sempre indosso
per non deludere la vittima di turno.
Che mestiere,
tanta pazienza e tanta psicologia,
arte,
pur senza aver studiato,
cucire ad ognuna quello che va cercando,
e dare sempre la ragione a tutte
come per un abbonamento.
Tu invece,
andata via solo a lavoro fatto,
e tutto in gran silenzio
più per stanchezza
che per limite d'età,
vacanza eterna che non si può rifiutare,
fatta senza valigie
e con un vestito solo,
tu avevi scelto già da tempo,
quello da lavoro.
Niente mi importa di ciò che senti dentro,
dei tuoi come o dei tuoi perché,
mi fermo al tuo quando ed al tuo quanto.
Chi sei,
perché ci sei,
non conta.
Per me il diritto ad averti,
per te il dovere di darti.
Ma oggi che sto qui a pensare
mi sei tornata in mente,
e voglio farti il dono di un pensiero,
poco
per i tanti doni che tu hai fatto a me,
come il non ridere dei miei vizi,
o dei pudori del prima e dopo,
o l'ascoltare
o fare finta di.
E voglio dire grazie a te,
a tutte voi,
anche in nome di chi non lo sa dire,
forse sarete merce,
come qualcuno dice
o fredde opportuniste
o disgraziate,
per me non conta niente,
perché se un po' rifletto
e mi guardo intorno,
anche in tante vite a due
ne vedo tante con i difetti
sempre addebitati a voi
e mi viene da pensare
che in fondo
forse non sarete le migliori
ma di certo non siete neppure le peggiori.
l' amante non riamata si ama da sè,
cambia i lenzuoli al letto,
mette quelli “per lei sola”,
si abbraccia forte fino a farsi male,
poi chiude gli occhi e si addormenta.
io lo detesto
quel tuo dire sempre si,
dettato dall'amore
più che dalla convinzione,
quel tuo non darmi scuse per poter fuggire,
quell'amore folle e cieco
che quasi mi impaurisce.
E lo detesto quel me che fugge
stando sempre lì,
che vola
cade
atterra,
senza che nessuno noti nulla.
Forse non ammetto che in te detesto me.