Poesie personali


Scritta da: Alibi
in Poesie (Poesie personali)

Clown di corsia

Ho un naso rosso incorporato sul cuore,
un'anima buffona e saltellante
per confonderti e distrarti
con dei colori sgargianti.
Sono qui per te, per liberare
il bambino interiore che vive
in ognuno di noi: chiede d'esser ascoltato.
Sorridimi, con empatia ti accoglierò
anche se rimani in silenzio.
La tua mano carezzerò
per trasformare l'angoscia.
Ti regalerò un abbraccio
nel tuo momento di disagio
o nel dolore della malattia.
Un bacio ti lascerò
come compagno di viaggio.
E se la mia allegria infastidirà,
lentamente andrò e ti rispetterò.
Non ingannarti del mio coraggio
se non mi vedrai versar lacrime,
lontano da te le porterò.
Io modello nuove forme d'Amore,
non solo i palloncini.
Sono un clown di corsia
volontario della Gioia!
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    Scritta da: Alibi
    in Poesie (Poesie personali)

    Se ci crederai

    Nata con un buco nell'anima.
    Amore negato alla fonte, come recuperare?
    Dolore, rabbia e impotenza
    ti uccideranno dentro, se ci crederai.
    Lentamente nel tempo,
    tenterai e troverai
    ago e filo adatti a rammendare
    la trama del tessuto esistenziale.
    Unità di anima e ragione, se ci crederai
    ti doneranno consapevolezza:
    accettarlo come pregio.
    Diverrai un artista, se ci crederai.
    Impreziosire il difetto aggiungerà valore
    ed un disegno, finalmente, sullo squarcio ricamerai.
    Un angolo di prato personale fatto di piante,
    foglie e fiori colorati con farfalle libere e leggere
    che volano nell'azzurro di nuova primavera.
    E del suo profumo t'inebrierai, se ci crederai.
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      Scritta da: Alibi
      in Poesie (Poesie personali)

      Quando tutto tace

      Il silenzio mi da pace
      e il pensiero si dilata
      fino ad annullarsi,
      quando tutto tace.
      Pura percezione di libertà,
      la montagna osserva
      il volo alto di un rapace.
      Trovo nuova dimensione
      e di Dio la Verità,
      l'Amore per l'Amore,
      luce s'irradia
      quando tutto tace.
      Composta giovedì 1 novembre 2012
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        in Poesie (Poesie personali)

        la zia sarta

        Ho ancora nell'armadio tutti i tuoi capricci,
        così tu li chiamavi,
        fatti di stoffa filo
        colori e tanta fantasia,
        e nel cassetto adesso dormono forbici e bottoni.
        Se chiudo gli occhi
        sento voci di donne nude,
        -questo mi rende grassa-
        -questo mi dona meno-,
        e quel trattare il prezzo
        sempre dopo aver chiesto il meglio.
        Sento tutti i profumi,
        talco ed essenze rare,
        e qualche odore
        sparso per coprir l'opposto.
        Storie origliate di appuntamenti andati male
        o a volte troppo bene,
        ennesima illusione per qualcuno.
        Gli abiti riportati sempre molto stanchi,
        a volte rotti perché tolti un po' di fretta,
        utili alla conquista,
        d'impaccio nel consumo,
        a volte qualche macchia
        che non andava via.
        Gli abiti da togliere veloci
        e quelli della "sera che lo lascio",
        quasi da lutto.
        Quelli per la truffa,
        da tenere sempre indosso
        per non deludere la vittima di turno.
        Che mestiere,
        tanta pazienza e tanta psicologia,
        arte,
        pur senza aver studiato,
        cucire ad ognuna quello che va cercando,
        e dare sempre la ragione a tutte
        come per un abbonamento.
        Tu invece,
        andata via solo a lavoro fatto,
        e tutto in gran silenzio
        più per stanchezza
        che per limite d'età,
        vacanza eterna che non si può rifiutare,
        fatta senza valigie
        e con un vestito solo,
        tu avevi scelto già da tempo,
        quello da lavoro.
        Composta giovedì 1 novembre 2012
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          in Poesie (Poesie personali)

          Il grazie a distanza

          Niente mi importa di ciò che senti dentro,
          dei tuoi come o dei tuoi perché,
          mi fermo al tuo quando ed al tuo quanto.
          Chi sei,
          perché ci sei,
          non conta.
          Per me il diritto ad averti,
          per te il dovere di darti.
          Ma oggi che sto qui a pensare
          mi sei tornata in mente,
          e voglio farti il dono di un pensiero,
          poco
          per i tanti doni che tu hai fatto a me,
          come il non ridere dei miei vizi,
          o dei pudori del prima e dopo,
          o l'ascoltare
          o fare finta di.
          E voglio dire grazie a te,
          a tutte voi,
          anche in nome di chi non lo sa dire,
          forse sarete merce,
          come qualcuno dice
          o fredde opportuniste
          o disgraziate,
          per me non conta niente,
          perché se un po' rifletto
          e mi guardo intorno,
          anche in tante vite a due
          ne vedo tante con i difetti
          sempre addebitati a voi
          e mi viene da pensare
          che in fondo
          forse non sarete le migliori
          ma di certo non siete neppure le peggiori.
          Composta giovedì 1 novembre 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            tu sei lo specchio

            io lo detesto
            quel tuo dire sempre si,
            dettato dall'amore
            più che dalla convinzione,
            quel tuo non darmi scuse per poter fuggire,
            quell'amore folle e cieco
            che quasi mi impaurisce.
            E lo detesto quel me che fugge
            stando sempre lì,
            che vola
            cade
            atterra,
            senza che nessuno noti nulla.
            Forse non ammetto che in te detesto me.
            Composta giovedì 1 novembre 2012
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