Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
Per far al re Marsilio e al re Agramante
battersi ancor del folle ardir la guancia,
d'aver condotto, l'un, d'Africa quante
genti erano atte a portar spada e lancia;
l'altro, d'aver spinta la Spagna inante
a destruzion del bel regno di Francia.
E così Orlando arrivò quivi a punto:
ma tosto si pentì d'esservi giunto:.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    I favolisti

    Quando si vuole che resti alcunché celato,
    poiché la verità' è di rado amica delle folle,
    gli uomini scrivono favole, come il vecchio Esopo,
    scherzando su ciò che nessuno oserebbe nominare.
    E ciò fanno per necessità o accadrebbe, altrimenti,
    che, non piacendo, non sarebbero affatto ascoltati.

    Quando la furiosa Follia s'affanna ogni giorno
    a metter confusione in tutto quel che abbiamo,
    quando l'Ignavia zelante chiede che la Libertà sia morta
    e la Paura, con lei, sovrasta la tomba dell'Onore -
    anche nell'ora certa prima della caduta,
    se non si è piacenti, non si è affatto ascoltati.

    Tutti debbono piacere, benché alcuni non per bisogno,
    tutti debbono penare, benché alcuni non per guadagno,
    ma perché quelli che prendono piacere si preoccupino
    che la pena presente li sottragga al dolore futuro.
    Così alcuni hanno penato, ma fu scarsa la ricompensa,
    poiché, pur piacendo, non furono affatto ascoltati.

    Questo fu il sigillo che serrò le nostre labbra,
    questo il giogo cui siamo sottoposti,
    negando a noi stessi ogni piacevole compagnia
    confacente al tempo e alla nostra generazione.
    I piaceri non perseguiti diventano rimpianti,
    e quanto ai dolori - non si è affatto ascoltati.

    Quale uomo ode altro che il brontolio dei cannoni?
    Quale uomo si cura d'altro che di quel che porta l'attimo?
    Quando la vita di un uomo supera ogni vita immaginata,
    chi mai troverà piacere nell'immaginare?
    Così è accaduto come proprio doveva accadere,
    e noi non siamo, né fummo, affatto ascoltati.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Due mesi Settembre

      All'alba un mormorio corse tra gli alberi,
      una lieve increspatura nella cisterna, e nell'aria
      un presagio di prossima frescura - ovunque
      una voce profetica nella brezza.
      Balzò il sole e indorò tutta quella polvere,
      e lottò per disseccare ancor più l'oziosa terra,
      impotente come un re invecchiato che guerreggia
      per un impero che gli si sgretola in mano.
      L'un dopo l'altro caddero i petali del loto,
      sotto l'assalto dell'anno ribelle,
      ammutinato contro un cielo iracondo;
      e, lontano, bisbigliò l'inverno; "È bene
      che muia la rovente estate. L'ausilio è vicino,
      giacché quando l'umano bisogno più stringe, io arrivo. "
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sonetto alla scienza

        Scienza, vera figlia ti mostri del Tempo annoso,
        tu che ogni cosa trasmuti col penetrante occhio!
        Ma dimmi, perché al poeta così dilani il cuore,
        avvoltoio dalle ali grevi e opache?
        Come potrebbe egli amarti? E giudicarti savia,
        se mai volesti che libero n'andasse errando
        a cercar tesori per i cieli gemmati?
        Pure, si librava con intrepide ali.
        Non hai tu sbalzato Diana dal suo carro?
        E scacciato l'Amadriade dal bosco,
        che in più felice stella trovò riparo?
        Non hai tu strappato la Naiade ai suoi flutti,
        l'Elfo ai verdi prati e me stesso infine
        al mio sogno estivo all'ombra del tamarindo?
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