Avrei voluto
Avrei voluto un attimo
di te per
guardarti negli occhi,
avrei voluto essere solo un
attimo della tua vita,
avrei ed ancora avrei voluto
respirarti
ma non esiste avrei voluto
perché infondo non esisti tu!
che avrei voluto!
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Avrei voluto un attimo
di te per
guardarti negli occhi,
avrei voluto essere solo un
attimo della tua vita,
avrei ed ancora avrei voluto
respirarti
ma non esiste avrei voluto
perché infondo non esisti tu!
che avrei voluto!
Vita,
sei riuscita a portarmi via tutto,
le speranze,
mi hai portato via l'amore,
ed il sorriso
mi hai portato via anche i sogni
cosa e che altro vuoi ancora?
Forse la vita? è forse quella a cui miri?
Beh vita, adesso dico no!
non ancora, mi hai tolto tutto
e sai cosa ti dico vita cara?
Mi riprendo la mia speranza,
l'amore, ed i miei sogni?
ed il sorriso? certo quello
anche quello rivoglio!
e a te vita cosa dico?
Nulla un bel nulla.
riprendo tutto ciò che è mio e
ti regalo un sorriso.
tu vita che hai provato a
portarmi via tutto
mi riprendo tutto e guardandoti
io sorriso
Si! sorrido a TE vita
con la speranza, e
con l'amore
ed i mie sogni a te vita
sorrido e dico ciao vita
e vado con il mio sorriso,
la mia speranza. il mio amore
incontro ai miei sogni!
E adesso
che facciamo,
i gomiti sul tavolo
sostengono il mento,
i due piatti che ci aspettano,
ormai freddi,
gli occhi che guardano oltre,
basta evitarsi.
Io immagino
di essere a cena da un'altra parte
con qualcun altro.
Tu,
posso immaginare
cosa immagini.
È ciò che mi ricordi ogni giorno,
con i tuoi schiaffi di lingua
in faccia,
Ti innamori di un uomo
e sposi un fallimento,
una bella fregatura.
E dopo
rabbia
solo rabbia,
con te,
con me,
spesso anche con i piatti.
E ricorri alla tua cura,
quelle bottiglie mezze piene
nascoste ovunque,
cosi nascoste bene
che ormai
quasi ci cammino sopra,
non so se te ne freghi
o se non te ne accorgi.
Almeno tu
un rimedio lo hai trovato,
il male giusto
per curare il male sbagliato.
Io cerco ancora,
ma non trovo nulla
continuo a calpestare i vetri
stando attento
a non pestare i cocci.
Occupo il mio spazio,
qui davanti a voi
voi che giocate nel giardino,
vi abbracciate sulle panchine.
Voi che gridate
perché avete il fiato,
che cantate
perché avete note in testa.
Osservo i battiti della vostra vita,
come da un vostro gesto
nasca una parola,
parola che vi rubo
e metto nella mia scatola da viaggio.
Al momento giusto ne farò una storia,
per farmi compagnia.
Solitudine copre la mente accaldata
è tristezza che amareggia solitario cuore
e nella cupa nebbia sulla via acciottolata
che attutisce rumorosi passi già stanchi
permane nel petto acuto battito
che stimola desiderio fatto da silenzio.
Sa che abbandonarsi sulla strada fredda
non giova a se stessa e annulla
cose e fatti perduti nel passato.
Passata l’irruenza giovanile
si placa e chiede musica per il cuore
per deliziarsi con un pacato amore
onde saziare labbra da tempo assetate.
Rosa in fiore sei tu.
Amare la rosa è vivere;
sì; mai tristezza sarà verbo.
Oggi, nella pace del giardino
pensieri d'amore insistono ma,
ora è deserto; appassita è la rosa
non più innaffiata dall'amore.
Lungo un sentiero infangato,
ricordi racchiusi in nuvola di dolore,
si lasciano dondolare
nell'intricata ragnatela di pensieri.
Un soffio di vento
li frantuma in mille gocce
di colore e pianto.
La pelle vibra e freme,
scava in profondità,
apre spiragli di luce.
Un raggio di sole
cerca l'amore
tra le rughe affossate
desiderose di vita.
Candidi ali
come per incanto
prendono il volo.
Il peggio ha da venire,
ce lo dicono ogni giorno.
Per fortuna
viaggia lento,
e trova molti ingorghi,
così dà modo ai tanti
di lanciare gli anatemi
di discutere su tutto,
di tirare avanti
o indietro,
continuare a fare il loro
sulle spalle della gente.
Forse non lo sanno
ma per noi non è così,
per noi il peggio è sempre uguale,
ormai piatto,
"nella norma".
Ma è' per loro che è per strada,
il peggio di domani,
gli faremo ponti d'oro,
lasceremo strade aperte,
per far sì che sia veloce,
che li prenda alla sprovvista,
e noi tutti a fare il tifo,
a stappare le bottiglie
per la fine dello schifo.
Non importa
che sappia se ci sarai domani,
io verrò qui comunque.
Se non ti vedrò
dimenticherò di averti conosciuta.
Se ci sarai
so che dopo un po'
mi pentirò di averti conosciuta.
È solo
dai tanti il diventar tutt'uno
che porta il sospiro
ad essere rumore forte.
Quell'urlo di rabbia
che si sente,
che fa paura.
Ma ormai la riflessione è spenta
e solo la paura può far cambiare,
o scappare.