Il campo d'oro
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...chiamo io non cambi! E addio! -
Detto così, la moglie gli voltò le spalle e, preso un fagottino con le sue povere cose, se ne andò.
Tano rimase fermo, sconcertato. Poi scosse la testa, entrò in casa e se ne andò a dormire.
Ma in capo a due giorni era più disperato di prima: il focolare spento, neanche una brodaglia di erbe sul fuoco, nessun vicino che portasse per carità un piattino di legumi, niente vino all'osteria.
Tano non sapeva piangere, ma si sentiva il cuore pesante come un macigno e non poteva ricorrere a nessuno, perché anche i fratelli lo avevano scacciato più di una volta gridandogli "Buono a nulla! Pigraccio! " e non ne voleva no sapere di lui. Allora si ricordò delle parole della moglie e si decise ad andare dal Vecchio della montagna.
Si incamminò per la strada che portava fuori dal paese e si inerpicò lungo la via del monte. La casa del Vecchio, solida e ben tenuta, si scorgeva a mezzo costone dalla valle, con un bel fumo vivace che usciva dal comignolo.
Dopo due ore di cammino, Tano giunse lì e trovò la porta socchiusa, stava per bussare, quando una voce dall'interno lo ... [segue »]
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