Scritta da: Francesca Nacca
Agghiacciante l'atmosfera:
un silenzio pesante,
un silenzio che sembra dire fin troppo.
Un silenzio a metafora di assenza, di mancanza, di un niente che c'è,
è da me orrendamente percepito.
Ho paura di me stessa,
che consapevolmente mi accorgo e sommessamente accetto.
Sento dentro il nodo stretto ed insolubile che vorrebbe dissolversi lacrima dopo lacrima;
Ma sono stanca,
non ho la forza per abbandonarmi a ripetuti sussulti,
sinonimi di un pianto che non giova.
Anonimo
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    Scritta da: Anonimo Anonimo

    Albeggia sul borgo

    Camminando sul borgo all'alba c'è
    un momento,
    un secondo,
    in cui la luce del sole è ancora fresca,
    come l'aria di una mattina di primavera
    e i lampioni soleggiano.
    In quel secondo persi il tuo nome
    e m'innamorai della vitrea distesa,
    così speranzosa nei riflessi del sole,
    e che di te,
    conservava solo il maleodorante tanfo dei pescherecci.
    Provai a spingermi più a fondo,
    guardando l'infinito e notai una diga,
    immobile come la morte.
    Ahi quanta lunga strada mi separa da te,
    pensai,
    ahi quanto nuotare ancora...
    t'avevo appena dimenticata e avevo già voglia di morire.
    Anonimo
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      Scritta da: Elisabetta

      Il passero ferito

      Era d'agosto. Un povero uccelletto
      ferito dalla fionda di un maschietto
      andò, per riposare l'ala offesa
      sulla finestra aperta di una chiesa.

      Dalle tendine del confessionale
      il parroco intravide l'animale
      ma, pressato da molti peccatori
      che pentirsi dovean dei loro errori
      rinchiuse le tendine immantinente
      e si rimise a confessar la gente.

      Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
      diceva ogni fedele le preghiere,
      una donna, notato l'uccelletto,
      lo prese, e al caldo se lo mise in petto.

      Ad un tratto improvviso un cinguettio
      ruppe il silenzio: cìo, cìo, cìo, cìo.

      Rise qualcuno, e il prete, a quel rumore
      il ruolo abbandonò di confessore;
      scuro nel volto, peggio della pece
      s'arrampicò sul pulpito, poi fece:
      "Fratelli, chi ha l'uccello, per favore
      vada fuori dal tempio del Signore".

      I maschi, un po' stupiti a tali parole,
      lesti s'accinsero ad alzar le suole,
      ma il prete a quell'errore madornale,
      "Fermi, gridò, mi sono espresso male!
      Rientrate tutti e statemi a sentire:
      sol chi ha preso l'uccello deve uscire!"

      A testa bassa, la corona in mano,
      cento donne s'alzarono piangendo.
      Ma, mentre se n'andavano di fuora
      il prete rigridò: "Sbagliato ho ancora;
      rientrate tutte quante, figlie amate,
      che io non volevo dir quel che pensate!"

      Poi riprese; "Già dissi e torno a dire
      che chi ha preso l'uccello deve uscire.
      Ma mi rivolgo, a voce chiara e tesa,
      soltato a chi l'uccello ha preso in chiesa!"

      A tali detti, nello stesso istante,
      le monache s'alzaron tutte quante;
      quindi col viso pieno di rossore
      lasciarono la casa del Signore.

      "Oh Santa Vergine! - esclamò il buon prete -
      Sorelle orsù rientrate e state quiete,
      poiché voglio concludere, o signori,
      la serie degli equivoci ed errori;
      perciò, senza rumori, piano piano,
      esca soltato chi ha l'uccello in mano".

      Una fanciulla con il fidanzato,
      ch'eran nascosti in un angolo appartato
      dentro una cappelletta laterale,
      poco mancò che si sentisser male.
      Quindi lei sussurrò col viso smorto
      "che ti dicevo, hai visto? Se n'è
      accorto!"
      Anonimo
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        Scritta da: Cristallina
        La memoria è assenza di fantasia.
        Tutto quello che si ricorda, tutto quello che si vive ogni
        giorno uccide l'immaginazione.
        I ricordi sono meravigliosamente tuoi
        nessuno li può inventare.
        Li puoi rivivere ogni volta come fosse la prima
        e allora viene stimolata la fantasia
        solo allora
        li puoi rendere nuovi
        e quando li esponi
        ti esponi
        e comprendi la tua pena
        che per vocazione poetica non puoi avere che un pubblico
        e invece cercavi dei complici.
        Anonimo
        Composta giovedì 26 marzo 2015
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          Scritta da: Peace-Maker

          Ho imparato

          Ho imparato... che nessuno è perfetto.
          Finché non ti innamori.
          Ho imparato... che la vita è dura...
          Ma io di più!
          Ho imparato...
          che le opportunità non vanno mai perse.
          Quelle che lasci andare tu...
          le prende qualcun altro.
          Ho imparato... che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da
          un'altra parte.
          Ho imparato...
          Che bisognerebbe sempre usare parole
          buone... Perché
          domani forse si dovranno rimangiare.
          Ho imparato... che un sorriso
          è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
          Ho imparato...
          che non posso scegliere come mi sento...
          Ma posso sempre farci qualcosa.
          Ho imparato... che
          quando tuo figlio
          appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha agganciato per
          la vita.
          Ho imparato... che tutti
          vogliono vivere in cima
          alla montagna... Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la
          scali.
          Ho imparato... che bisogna godersi
          il viaggio e non pensare solo alla meta.
          Ho imparato...
          che è meglio dare consigli solo in due
          circostanze...
          Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
          Ho imparato...
          che meno tempo spreco...
          più cose faccio.
          Anonimo
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            Life is like a river runs
            up to the sea, the sea of yourself
            the sea of your heart,
            the sea of your love.

            Run run never stop
            is not easy is not simple
            don't be afraid, without
            aims, without thoughts,
            the sea is around the corner,
            follow the river.

            Everything runs without time,
            everything the river brings away,
            live, live, live your life like a
            river of emotions, sensations and
            colours without fears to loose yourself.

            No fears, no worries, love the breath
            of the air, deep in the blue of the sky,
            ride the rainbow of your emotions,
            feel the scent of life, and like

            a river, you'll never lose the way.
            Anonimo
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