Pubblicata il 30 gennaio 2007 L'uomo che vive Stanco ma non vinto è l'uomo addolorato dalle sue sconfitte, egli saprà convogliare la forza del suo dolore per migliorare la sua esistenza. E quando gli invidieranno la sua grande terra, mostrerà al vivere le sue profonde piaghe. Non è fortunato l'uomo saggio, ha solo visto laddove tu non hai ancora guardato. Non è diverso l'uomo che vive, ha solo percorso più velocemente la strada che ora tu stai intraprendendo. Non è generoso l'uomo che ti sorride, vive semplicemente il suo esistere. Non è un buon ascoltatore l'uomo vero, ha solo riconosciuto la vita nei passi del suo prossimo. La vita non è lontana da dove guardi, osserva con gli occhi del cuore e la riconoscerai in te. Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 7 dicembre 2007 Ci sarà Ci sarà un tesoro in ogni via, e tu lo raccoglierai con le mani del cuore solo nel rinunciare alle tue altre mani; Ci sarà un tesoro in ogni parola, e tu l'ascolterai ovunque, solo nel tacitare ogni tuo altro dire; Ci sarà un tesoro in ogni cuore, e tu lo vedrai brillare tra le alte colonne del tempio di ogni uomo, solo sol nel distruggere il tuo tempio; Ci sarà vita in ogni istante della tua vita solo se ti sarai saputo osservare, ascoltare, e cambiare. Vota la poesia: Commenta
Pubblicata il 18 maggio 2008 Stolto senza Volto Lo stolto non ha volto, è un veliero senza vela una nazione senza bandiera è una tavoletta di cera; Il suo stile è capovolto prende dove gli vien tolto, viene e va come altalena che ha ascoltato cantilena; Ed un giorno... ha un dire dotto, l'altro ancora è solo un motto, ma dal cuore dello stolto non attenderti mai molto. Prende sempre, a destra e a manca ma è nel cuore che gli manca, quella terra sacra assai dove semini e non sai. Riconoscer uno stolto? Non ci vuole mica molto? Del suo dire ballerino ne fa spesso cappellino e se il vento dà una mano lo sotterrerà lontano. Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 24 gennaio 2008 La Rosa dei Venti Rosa era bella come una stella, cercava tra i Venti i suoi pretendenti. Son l'Ostro e mi prostro. È il mio primo posto? Poi giunse dal mare il vento Maestrale: Al tuo primo posto mi inchino sir Ostro ma inver poco vale, io sono il Maestrale. Permesso, permesso, son giunto or, ora, che in giro si sappia io sono la Bora; È giunto tra voi il vento Scirocco, suonate campane il vostro rintocco! Scusate se sfreccio io sono il Libeccio, non è per capriccio ma tolgo l'impiccio. Non vale, non vale son su per le scale aprite il portale io sono il Grecale; La giovane Rosa rispose un po' ombrosa: Non basta una prosa per cogliere Rosa non dono il mio cuore se non sento amore! Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 24 gennaio 2008 Il vecchio berretto Smarrì il suo berretto un dì un poveretto, strappato alla testa da un vento in tempesta. Rincorse per metri usando i suoi piedi quel vecchio berretto che un po' andava stretto. Ma il vento era allegro voleva giocare e il vecchio berretto non volle ridare. E alzandolo in volo lontano dal suolo sin su, sopra al tetto depose il berretto. "Rivoglio il berretto!" Gridò il poveretto. "È Vero è un po' stretto ma cosa mi metto? L'inverno è vicino ed io non ho tetto". Fu allora che il vento provò pentimento e il vecchio berretto portò al poveretto. "Non sono scorretto, ti porto rispetto, ti rendo il berretto ma tienilo stretto". Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 13 luglio 2007 Avrai Avrai da salire e scendere scale; Avrai voli ed abissi; Avrai giorni e notti; Avrai fiori e sassi. Avrai, e versando lacrime crederai di non aver mai avuto. Avrai, e con un peso nel cuore, sentirai di non aver mai amato. Avrai, e con le lacrime negli occhi, crederai di non aver mai visto. Avrai, e col vento tra le mani, sentirai di non aver mai stretto; Avrai e nel credere di non aver mai avuto, la tua vita sarà trascorsa. Avrai da scendere e salire scale, scenderai e salirai tra sollievo e affanni, ma ricordalo. Avrai voli ed abissi, nei voli guarderai in basso e dagli abissi guarderai in altro, ma ricordalo. Avrai giorni e notti, nei giorni sorriderai alla luce e nella notte verserai lacrime, ma ricordalo. Avrai fiori e sassi dei fiori conserverai il profumo e dei sassi la dura materia, ma ricordalo. Avrai e nell'avere comprenderai che l'alternanza del vivere ti era maestro. Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 8 settembre 2007 Maestra di Casa e Guardiano del Fuoco Come Maestra di Casa, accenderai il fuoco sacro dell'amore in casa come nel cuore, metterai nel camino la legna per render la vostra dimora degna. Come Guardiano del Fuoco, osserverai la sua fiamma divenir mamma e nello stringer fortemente i denti le nasconderai tanti tormenti. Come Maestra di Casa, laverai ferite, asciugherai lacrime, e piangerai di nascosto quando per una tua lacrima non ci sarà posto. Come Maestro del Fuoco farai del viver un bellissimo gioco il sorriso e l'ilarità alla vostra mensa mai mancherà. Come Maestra di Casa sarai stella che balla, anche in una stalla. Maestra di Casa e Guardiano del Fuoco come una sola farfalla danzerete, attorno ad una stessa fiamma per sentirvi chiamare papà e mamma. Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 7 dicembre 2007 Ti sedurrò Anelo e bramo d'essere in te scioglierò il mio cuore nel tuo grande mare per poi specchiarmi attraverso la tua essenza. E tu sorvolando le montagne del mio dire i grandi mari delle mie stanchezze ascoltando la voce della mia anima giungerai al centro del mio cuore. Ti Sedurrò Affascinandoti con la forza grande della mia essenza sentirai la passione confonderti la mente e saranno i tuoi stessi pensieri a condurti a me. Ti Sedurrò Servendomi della tua anima per ammansuetire la tua ribelle natura. Ti Sedurrò Circuendo le tue convinzioni, addolcendo i tuoi alti picchi col soffio leggero del mio sentire. E per la tua sete io sarò l'acqua che inebria. Ti Sedurrò Sarai nel mio cuore ogni giorno prima ancora che brina tocchi foglia e al risveglio di ogni sole io tornerò a cantarti. Ti Sedurrò E accarezzandoti il cuore, sentirai i miei passi profanare il tuo scrigno non per prendere, ma per donare. Ti Sedurrò e nel gioco dell'amore tu diverrai specchio affinché io possa riflettermi. Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 25 dicembre 2007 È nel trascorso il tuo primo percorso Non avrai sentieri se di sentieri non avrai memoria; È nel trascorso vissuto, il tuo solo intuito, è nel vivere di ieri che tracciato avrai sentieri; Non sottovaluta pioggia chi alla sua terra ha dato foggia, sa che sol nel suo cadere frutto poi potrà vedere; Non teme il tifone chi manovra vele, egli raccoglie in quel vento la forza del suo movimento. Non teme fame chi nel mondo ha cucito trame, sa che sol nel digiuno forzoso della vita sarà realmente sposo. Non avrai sentieri se di sentieri non avrai memoria; È nel passato il tuo coltivato, è nel domani il frutto ritrovato; Non sottovaluterai il trascorso, è nel cuore di ciò che andato il tesoro trovato; Guarderai con amore anche a ciò che ti avrà ferito il cuore e nel proceder innanzi capirai di non aver lasciato avanzi; È nel trascorso il tuo primo percorso. Vota la poesia: Commenta Pubblicata il 15 gennaio 2008 L'inverno è alle porte Quando il freddo è alle porte butti via le gonne corte ed infili in tutta fretta la più calda tua maglietta. È l'Inverno non stupire prima poi deve venire con l'Autunno suo fratello porta in spalla un gran fardello. La natura tutta quanta in Inverno mal comanda i suoi teneri boccioli non diventan sempre fiori; Ed il passero sul ramo è un po'rauco al suo richiamo, lui fischietta stranamente ma neanche lo si sente. Ma lo sai o non lo sai! La fortuna che tu hai? Sotto un tetto riparato dal piumino riscaldato e l'inverno è già passato. Ma ti resti sempre a mente ogni essere vivente che d'inverno poveretto non possiede neanche un tetto. Vota la poesia: Commenta Ultimi argomenti inseriti