Poesie d'Autore


in Poesie (Poesie d'Autore)

Specchi

Specchio chiaro
della mente
che rifletti il mio presente,
fai sembrare inconcludente
ciò che è nitido e attraente.
Ogni verso,
ogni scrittura
che delinea la figura,
di misteri,
di paure,
di poemi
e di avventure.
Specchio alato
che rifletti il mio passato,
ciò che è fatto
se ne è andato,
nei sentieri seminato.
Specchio puro
del futuro
dentro te non vedo scuro,
ma la limpida certezza
del profumo di dolcezza
che appartiene al mio sognare,
ma che so
si può avverare.
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    Foglie

    Foglie passate
    su parole bruciate:
    il sole d'autunno
    non arde il tuo cuore,
    ma dà più colore
    al verde sentire
    del tempo svanire.
    Foglie staccate
    dal ramo e partite
    ormai senza vite,
    ma tenere e dolci
    volate e rapite
    da quel passerotto
    che porta nel nido
    il cantico rotto
    del fresco che avanza.
    Foglie segnate
    da un breve sbadiglio,
    posate a formare
    un mite giaciglio
    che dona riposo,
    tepore ed affetto
    a chi ne è protetto.
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      Risposte

      Le cerchi, le chiedi,
      ma non le possiedi:
      risposte di volti
      risposte di dubbi
      risposte inventate
      per eludere il tempo
      l'attesa, l'evento,
      risposte spazzate dal vento.
      Risposte accettate,
      risposte velate
      da un triste lamento,
      risposte di gioia,
      risposte donate
      a chi le ha cercate;
      risposte nascoste,
      tra i sassi seminate:
      risposte trovate.
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        Azzurro e rosa

        Azzurro e rosa
        il cielo ancora
        cambiar non osa,
        nel suo tramonto
        mutar sembianze.
        Se in queste stanze
        il pensiero fugge
        con le sue danze,
        dal sogno preso,
        non è di peso
        quel sentimento
        di rosa acceso.
        L'azzurro fugge,
        non è conteso,
        non ha una meta
        ma un solo arrivo,
        d'argento vivo,
        di mite attesa,
        di gioia presa
        che spegne il giorno
        e si riposa:
        l'azzurro e il rosa.
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          Mattini

          Dolci albe disegnate
          giù nel fosso abbandonate.
          Dolci passi inaspettati,
          non voluti, ma cercati.
          Dolci nuvole formate
          tra le zolle non arate.
          Son mattini incominciati,
          nel futuro proiettati
          di un momento inesistente,
          costruito dalla mente,
          di chi vuole,
          di chi spera,
          che non giunga mai la sera,
          per fermare l'emozione
          come un treno alla stazione,
          che non parte
          che non giunge,
          se non cambia direzione.
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            I dispetti dei gigli

            Ti vedo, non ti vedo,
            ti parlo, non ci credo,
            ti ascolto
            non mi senti,
            mentre parlo
            ai quattro venti.
            Son dei gigli i dispetti:
            se mi pensi,
            non lo ammetti
            se mi guardi non prometti,
            che io sogni
            non l'accetti:
            vedi solo i miei difetti.
            Ma i gigli
            li raccogli
            solo sopra questi fogli,
            sulle pagine pensate,
            di poesie dimenticate.
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              Ti sento

              Ti sento sentire
              e dall'ombra rapire
              quel tremito dolce,
              nel tempo svanire.
              Ti sento sentire,
              la voce accennata,
              scandita, pacata
              dal brivido caldo
              e dal tempo velata.
              Ti sento pensare
              di dire
              di fare,
              ti sento arrivare,
              con passi leggeri
              che sanno di ieri,
              che scalano piano
              la vetta pensata
              di un cantico lento,
              voluto, mai spento,
              ti sento.
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                Davanti al fuoco

                Sapienze, racconti,
                scivolati per gioco
                di pensieri ambulanti
                davanti a quel fuoco.
                Riscalda, travolge
                ma nulla si scorge
                agli occhi puntati
                ma un poco assonnati.
                Non vede, non sente
                quel vortice acceso
                che certo non mente
                e nel nulla è sospeso.
                Non resta, non tinge
                e nel dubbio dipinge
                una pace apparente,
                l'abbaglio cocente
                creato per gioco
                davanti a quel fuoco.
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                  Frecce

                  Frecce nel buio
                  frecce tradite
                  frecce impazzite
                  perdute nel vuoto,
                  mirate, sfrecciate
                  a volte spezzate
                  Giungono al cuore
                  e fanno sentire
                  più forte la vita
                  nel suo dipartire.
                  Ci fermano il fiato
                  ci fanno esitare
                  tremare, soffrire
                  ma vanno a finire
                  nel remoto passato
                  voluto dal fato.
                  Frecce di luce
                  accese nel buio,
                  frecce di lampi
                  viste e scandite,
                  da un misterioso sospiro carpite,
                  frecce svanite.
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                    Fili d'azzurro

                    Nastri ondeggianti
                    lambiscono il cielo,
                    strisce varianti
                    del volo sereno
                    di un solo aeroplano,
                    partito
                    atterrato,
                    dalle nubi celato.
                    Mai preso, mai giunto,
                    sentito atterrare
                    tra le onde del mare.
                    L'azzurro di fili
                    volanti, infantili,
                    segnano l'aria,
                    marcano piano
                    l'etereo confine
                    del nostro sentire.
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