Non si può vincere se
non iniziamo
a crederci davvero.
allora tu cosa aspetti?
Dai, inizia la battaglia che
la guerra è incominciata,
e la vittoria è li davanti a te
che ti aspetta!
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Non si può vincere se
non iniziamo
a crederci davvero.
allora tu cosa aspetti?
Dai, inizia la battaglia che
la guerra è incominciata,
e la vittoria è li davanti a te
che ti aspetta!
E poi ci sono attimi,
infiniti, attimi che ti lasciano,
senza respiro e senti dentro,
di te la voglia di morire,
in te rivive,
quel sentimento che
credevi morto da tempo,
ed invece è lì fermo,
che basta il suo nome e
tutto il dolore ricomincia,
ed è li, in quell'attimo,
che desideri non essere,
e vuoi solo fuggire,
fuggire lontano dove nessuno
vede il tuo dolore,
dove sei tu, sola con te stessa,
a piangere su un qualcosa che
credevi morto,
ma che invece è
li ancora vivo in te!
Dedicata a te
piccola anima
dedicata a te che mentre
ascolto le tue speranza
nei tuoi occhi vedo il dolore,
dedicata a te
che nei tuoi occhi vedo
la speranza,
ed è a te che dedico
questo mio pensiero
per ringraziarti
del dono che mi trasmetti,
tu piccola anima,
si tu, che mi hai regalato
con il tuo sorriso,
il dono della speranza!
Non ho bisogno
che tu me lo dica
perché è
nella tua dolcezza,
nel tuo modo di essere
il modo in cui mi parli.
che leggo il tuo
ti voglio bene!
Rivoli amari scorrono salati
ché il tempo non porta speranze,
le sopprime offrendo dolore.
Vedo viso imperlato
solo e combattente
in attesa di vita;
specchio del mio andare
e mi affonda il cuore
in rivoli amari.
Amo il silenzio,
è un momento di intimità che vivo con me stessa,
è un
compagno fedele che non tradisce, che i accompagna e non giudica...
mi lascia pensare senza interrompere
arricchisce le mie giornate di sguardi profondi, e melodie dell'anima...
mi aiuta a
comprendere, il senso della vita, la mia.
Pensare all'improvviso di non saper nulla di te
dall'alto della radura, mentre osservo lenta la neve cadere giù
e il vuoto che sento si trascina lontano coi fiocchi leggeri
come questo silenzio che io vivo da quando ti ho perso.
Con il viso bagnato ed i passi pesanti,
avanzando stanca
io sposa triste di questa natura che mi conduce nel gelo,
porto in capo un velo di vento e fra le ciglia
si nascondono le mie lacrime di neve sciolta.
Ma è un fuoco forte di dolore tutto il mio corpo
che si vuole scostare dal ricordo di te, freddo uomo come la neve, presente qui oggi fra i boschi.
Senza pietà lasci in ginocchio la tua sposa al culmine del sentiero
la sagoma china e le mani che in preghiera serrano
l'eco delle tue ultime parole.
Si può nascere attraverso la felicità di un'emozione
che ti abbraccia l'anima, si può vivere nella consapevolezza di un amore puro che ti chiama a sé,
si può anche morire per il dolore di una verità
che non volevi ammettere.
Vivo nel desio del dì che fu, in quel essere ove
il mio corpo giacque e più non sfiorò.
Leggiadro e debole sei tu nei sogni miei,
come una dolce nuvola di primavera
ove il cuor mio di rondine si tuffa
quasi a soffocare il destar dell'inverno.
La terra si sgretola sotto le mie mani,
essa è una sensazione di appartenenza ad essa.
Profuma di muschio e di radici,
io raccolgo quello che essa mi concede,
la sua generosità è infinita.
La sento sotto i miei piedi,
soffice e vellutata,
involucro di un mondo nascosto.
Habitat naturale di esseri viventi,
che convivono senza pretese.
Essa è il piedistallo della mia esistenza.