Figli
Scintilla divina di tenerezza eterna
Riflessi di noi in unico individuo
Energia rinnovatrice d'animo umano
Radici profonde oltre il tempo e lo spazio.
Composta venerdì 9 novembre 2012
Scintilla divina di tenerezza eterna
Riflessi di noi in unico individuo
Energia rinnovatrice d'animo umano
Radici profonde oltre il tempo e lo spazio.
Sottile, netta ed affilata
come lama di rasoio
la memoria restituisce
grumi densi di sensazioni.
Coaguli caldi i ricordi
del mio tempo con te
in un'altra vita.
Mentalmente accarezzo
l'ispessita cicatrice,
invisibile ad altri.
Guardo,
intorno a me ancora notte,
silenzio,
calma notturna,
assenza di tutto,
sonno scappato a metà;
raccolgo i pensieri persi
per strada,
come foglie secche adagiate
a coltre pere terra,
penso a tante cose e a niente
nello stesso tempo;
stanchezza e occhi pensanti,
stanco di ascoltare
le parole false della gente,
stanco di perdere tempo
per le opinioni altrui,
stanco di sentire,
di sprecare tempo;
voglio solo silenzio,
calma,
spazi liberi
nella vita mia;
tendere le braccia e volare via,
sognare,
come da bambino,
dimenticare,
tutte le balle
e le scemate,
non sapere,
e non vedere;
solo tempo per me,
per me.
Cos'è un'amicizia sincera?
È qualcosa di morbido
dove appoggiare il cuore
quando fatica nel suo battito.
Sponda sulla quale approdare
quando le gambe cedono
sotto il percorso della vita.
È l'ironia triste di una risata
tra lacrime ed un soffiar di naso.
È una cioccolata calda sul divano
nel mese di Gennaio
mentre suona una vecchia canzone.
È la telefonata nel cuore della notte
per saper che non sei solo,
il cinema la sera chiacchierando
in prima fila,
è parlarsi senza dire una parola
e quella sbagliata viene sempre perdonata.
È un tesoro ritrovato tra macerie della vita,
si conserva in cassaforte con codice segreto
ci accompagna oltre il tempo e le ragioni
ma non tradisce come fa l'amore.
La sensazione di sentirsi senza anima,
la solitudine che cresce,
non dimentico!
mi illudevo che fosse per me un solo un dolce
lontano ricordo
ed invece no!
Per me l'amore
La vita,
L'aria,
Il giorno la notte,
L'alba e il tramonto
Il sogno infinito.
Calpesto la rugiada
a levar di sole,
e segue la luce
il mio pensiero
inquieto.
Io l’ho sempre pensato,
che ognuno di noi ha il suo Dio,
che la sua immagine
è in ogni cosa meravigliosa
che vedono gli occhi,
e chi è cieco
è perduto nell’eterno buio,
e in ogni battito di cuore
c’è l’intero mondo
senza
Dio
I natali, ebbe a Genova, città matrigna, il figlio non ha saputo onorare,
in passo Gatta Mora, papà Antonio, il mandolino insegnò a suonare,
la chitarra sapeva intonare, ma col violino, che i cuori, faceva vibrare.
Parma, lo conobbe adolescente, importante per la sua maturazione,
non ancora uomo fatto, Firenze, Milano, crescevano la sua affermazione,
le capitali Europee, decretarono la giusta incoronazione.
Quando in teatro si esibiva, gli spettatori, le melodie, seguivano incantati,
col suo splendido "cannone", ha reso spettacolari, i suoi staccati,
se voleva mandare in delirio, faceva vibrare le corde, coi pizzicati.
Quante volte, suonando sul palco, quei suoni melodiosi, improvvisava,
la gente entusiasta, di riascoltare quelle note, gli implorava,
ma Paganini, mai replicava.
Di salute cagionevole, nell'Italica Nizza, la sua vita volse alla fine,
la Parma riconoscente, di quel grande violinista, le spoglie volle,
a Genova rimase in dono, il "cannone" lo Stradivari sublime.
L'assenza tua
sa quanto mi manchi
la strada di ieri.
Nei vasti cieli infranti
piovuti sulle acque della memoria
scorgo il dolce ritorno
di un battito d'ali.
siediti un istante
raccogli i tuoi perché scoprirai nei raggi del tuo Amore il sole
lasciati toccare dalla vita, sentirai un brivido che avvolge il cuore
non aver timore: ma
con tutta la forza prendi un filo d'oro di serenità
entra nell'immagine del tuo essere e vesti la vita del suo splendore
ora
fermati a guardare:
togli il velo delle paure, lascia il tempo alle ore,
perché,
questo soffio di armonia vive di amore e fa brillare nei tuoi occhi:
lo spirito della pace.
Sperare ma cosa, con chi?
Tutto si ripete, tutto ritorna come un fantasma, come un incubo,
sembra di rivivere scena per scena di un film già visto.
La sola differenza che non si tratta di un film,
ma sono solo scene della vita che ti fanno sprofondare,
pensare e ripensare, e ti senti cosi piccola e indifesa,
perché per l'ennesima volta hai perso quel spiraglio,
quel appiglio che pensavi che ti poteva salvare, e invece no,
ti tocca di nuovo continuare a nuotare, risalire per non cadere per non annegare.
E ti senti sfinita, mancano le forze e la voglia di risalire e nuotare
perché tanto sai che sei destinata a cadere ad annegare.
Hai già provato tante volte a non mollare ma quello che pensavi la tua salvezza
si è rilevata solo un'altra illusione e cosi un'altra delusione
e cosi pensi che forse meglio mollare e non lottare e cosi sparire tra le onde del mare.