Poesie personali


Scritta da: Nino Lo Iacono
in Poesie (Poesie personali)

Delusione

Ti seguo con gli occhi speranzosi
e cerco di indovinare la tua meta
fra la folla sghignazzante e serena,
forse parte con te apparentata,
così almeno appare agli occhi di chi ha la mente gravida
di tristezze e ingombra di pensieri.
Non lasci tracce a me visibili
sulla rena bianca, giaciglio per attimi di travolgenti amori
subito levigato dalla monotona risacca,
effimeri sentimenti di sapori estivi.
Le onde del mare sembrano tristi melodie
a chi nel cuore ha ferite vecchie e incancrenite.
Mi passi davanti felicità, o ingrata e estranea,
a me lontana da sempre e ti tuffi in quell'onde
che mai mi videro amico, per non più trovarti;
ne ero certo.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Consapevolezza

    Non dirmi cosa devo fare della mia vita.
    Non indicarmi la strada maestra.
    Io la strada maestra l'ho vista negli occhi di un bimbo.
    Quell'azzurro perso nell'infinito grondava sangue.
    Ho visto il suo cuore sanguinare
    Di una ferita che mai si cicatrizzerà.
    L'ho visto correre intorno a un casolare
    Inseguito dai suoi compagni
    Distrutto, ansimante, continuava a fuggire
    Nessuno di loro poteva lenire le sue ferite
    Il suo cuore batteva forte
    quando la mia mano sul suo petto si è posata
    per cercar di fermare quella sua folle corsa.

    L'ho vista in me bambino, 34 estati fa
    mano nella mano con mio fratello
    verso la fine del nostro mondo
    È lì che l'ho portato. È lì ci siamo seduti
    Sulle colonne di Ercole. Il mondo ai nostri piedi
    Ero felice, gli indicai la valle
    Un giorno sarà nostro, pensai
    Potremo muoverci liberamente lungo quelle strade
    La catena era ancora troppo corta per farlo quel dì
    Nei miei occhi si rifletteva il mondo che volevo
    Lo respirai per sentirmelo dentro per tutta la vita
    E ancora oggi, se chiudi gli occhi
    Riesco a sentirlo. E lo chiamo libertà

    L'ho sentita nelle parole di un'adolescente
    Nei suoi gesti, sempre meno bambini, sempre più donna
    Nei suoi occhi verdi era tangibile l'allontanamento
    Dal suo Io per raggiungere il Noi
    Modificarsi, cambiar rotta, allinearsi
    Ho osservato la sua entrata nel mondo
    Che sento ogni giorno meno mio
    L'ho vista proceder spedita e veloce
    E felice. Seguire il branco, allontanandosi dalla verità
    Che solo la fanciullezza ci fa portare dentro
    Benvenuta in questo laido mondo, le ho detto
    Ma non dimenticare mai quel che eri
    Quel che sei, che tanto si discosterà da quel che sarai

    Si fa presto, amico, a dimenticare quel che eravamo
    I nostri giochi di bambini
    I nostri desideri. I nostri pensieri. La nostra felicità
    Ogni giorno un po' di più offuscata
    Da un sordido male di vivere
    Io però ricordo tutto. Chi ero, cosa volevo
    Chi sono, cosa voglio
    Mi passo la mano sui capelli sempre più radi e bianchi
    Ma sento ancora io miei riccioli neri
    Capricci di un bimbo che voleva volare
    Ma le sue ali furono tarpate
    Oggi, queste ali, si svegliano dal letargo
    Perdono qualche piuma
    Ma lentamente si aprono
    Pronte a riprendere il volo
    Verso il mio vero Io
    Quello che tu hai abbandonato
    Per calpestare le orme altrui.
    Ti saluto, amico, riprendo il mio volo solitario
    Non dolertene più di tanto
    Tornerò spesso ad incrociare la tua via.
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      Scritta da: L. Orlandi
      in Poesie (Poesie personali)

      Fantasmi

      Paesi fantasmi abbandonati
      Fantasmi trascinano le loro scarpe
      Dove?

      Fosse sputano corpi decapitati
      Guerra, maledetta voragine
      Ingoi e divori
      Cosa rimane?

      Urla soffocate, lacrime aride, occhi vuoti
      Neanche la speranza aiuta la mia anima
      che con tonfo sordo raggiunge il
      Profondo infinito, assaggia il limite invalicabile
      E piano riemerge, ricerca la luce

      E rinasce.
      Composta venerdì 7 ottobre 2011
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        Scritta da: Paola38
        in Poesie (Poesie personali)

        Il fumo

        Mamma sono accanto a te, mi accarezzi il viso, mi baci, sono felice,
        a un tratto una nuvola nera ci separa, i miei occhi sembrano non
        vederci più, il respiro sembra mancarmi, il naso si chiude è un attimo, ti rivedo, la nuvola nera non c'e piu, ma presto ritornerà
        per un attimo poi un altro attimo, ma sempre ti rivedrò, sei bella ti voglio bene ma tu ne vuoi a me?.
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          Scritta da: Franco Mastroianni
          in Poesie (Poesie personali)

          Un plotone

          L'altra notte un plotone di chiodi ha attaccato ed invaso il mio letto
          sistemandosi in file perfette con le punte lucenti rivolte al soffitto

          ero stanco stremato e volevo dormir come un sasso
          ma pensai di non essere a casa
          non avevo memoria di spine nel mio materasso

          chiusi gli occhi lo stesso ricercando del corpo il capriccio
          ma durante il mio sonno turbato
          sognai di dormire sopra il nido del riccio.

          L'altra notte un plotone di cattivi pensieri
          non mi ha fatto dormire
          costringendo il mio corpo a girare e girare
          mitigando del sonno i miei modi.

          L'altra notte i pensieri... mi pungevano come dei chiodi.
          Composta giovedì 6 ottobre 2011
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            in Poesie (Poesie personali)
            La sensazione più terribile è sentirsi svuotare
            ma allo stesso tempo sentirsi più pesante.
            Perché è proprio quel vuoto che pesa,
            che fa crescere la paura, l'angoscia...
            Avere il timore di non riuscire a provare più niente,
            perché dentro non hai più nulla da dare.
            Prima o poi succede,
            capita quando dai e dai senza aspettarti nulla in cambio
            perché sai di non meritare niente
            e perché per te l'importante è dare, dare sempre
            e senti che non è mai abbastanza...
            ma non perché sono gli altri a fartelo notare,
            ma perché lo senti tu.
            È come se auto valutassi te stessa e quello che dai;
            e ti senti sempre poco, scarsa, scialba.
            Banale ed insignificante come una friabile foglia secca
            che viene schiacciata; morta. Senza dolore,
            ormai, da parte tua e senza considerazione alcuna
            da parte del piede che ti ha reso 1000 pezzi.
            È un gesto del tutto consueto
            schiacciare una foglia secca una giornata d'autunno...
            ed è altrettanto normale non farci caso...
            Il brutto è che quei 1000 pezzettini continuano a pensare,
            a rimuginare, a dare importanza al passato
            e a quello che ti ha portato di negativo.
            Il vento piano li sparpaglia di qua e di la,
            se li porta via ma non serve a nulla...
            i pezzi continuano comunque ad avere un nesso tra di loro,
            a sentirsi parte di qualcosa tanto unica quanto inservibile.

            Mi guardo intorno, vedo la gente svolgere le proprie mansioni giornaliere (sempre le stesse)
            in maniera frenetica e schematica;
            e penso chissà cosa avranno nella testa,
            chissà come si sentono alla sera
            quando poggiano la testa sul cuscino,
            mentre tirano le somme (se lo fanno).
            Io lo faccio... sempre, continuamente
            ma invece di aggiungere sottraggo,
            invece di salire scendo
            ed è estenuante assistere alla propria caduta
            da spettatore impotente.
            Se incontro il tizio che ha detto
            "più in basso di così si può soltanto risalire",
            lo gonfio di botte...
            Composta mercoledì 5 ottobre 2011
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              Scritta da: Simone Sabbatini
              in Poesie (Poesie personali)

              Ave, Maria!

              Ti saluto, o Piena di Grazia!
              Rallegrati e non temere: il Signore è con te!
              E nel tuo cuore risplende
              tutta la luce della Sua grazia.
              Tu sei benedetta tra le donne
              e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
              Santa Maria, dolce vergine immacolata,
              dolce Madre di Dio,
              dolce madre piena di Spirito Santo,
              prega, intercedi per noi peccatori e bisognosi
              adesso, e nell'ora della nostra morte.
              Amen.
              Composta martedì 15 novembre 2005
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                Scritta da: Salvatore Coppola
                in Poesie (Poesie personali)

                Le mie paure

                Ho voglia di vivere,
                di sperare, di volare,
                di amare,
                e con l'amore
                crescere...
                conquistare il mondo.
                Ho voglia
                di chiudere gli occhi,
                di dormire,
                di sognare,
                perché i sogni
                mi raccontino di lei,
                di noi, del domani.
                Ed in quei sogni,
                mi lascerò cullare
                dalle onde
                del mare senza tempo,
                e tra le onde,
                troverò il coraggio
                di fuggire lontano
                dalle ombre
                delle mie paure.
                Ho voglia
                di credere nella gente,
                di amare,
                di essere amato.
                Vorrei confondermi
                tra i fili d'erba
                e sciogliermi
                come una goccia di rugiada.
                Vorrei
                credere nel suo amore,
                nel suo piccolo cuore
                nel suo sorriso,
                e dal suo cuore...
                mi lascerò trasportare.
                Composta lunedì 10 ottobre 2011
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