Poesie anonime migliori


Scritta da: DoLcEsSenZa .....
in Poesie (Poesie anonime)
Se un giorno ti venisse voglia di piangere,
chiamami...
Non prometto di farti ridere,
ma potrei piangere con te....
Se un giorno tu decidessi di scappare,
chiamami...
Non prometto di chiederti di restare,
ma potrei scappare con te...
Se un giorno ti venisse voglia di non parlare con nessuno
chiamami...
In quel momento prometto di starmene zitta.
Ma, se un giorno tu mi chiamassi
e io non rispondessi...
Vienimi incontro di corsa...
... forse ho bisogno di te!
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Celeste Fiore
    in Poesie (Poesie anonime)
    Da domani sarò triste,
    da domani.
    Ma oggi sarò contenta:
    a che serve essere tristi,
    a che serve?
    Perché soffia un vento cattivo?
    Perché dovrei dolermi oggi,
    del domani?
    Forse il domani è buono,
    forse il domani è chiaro,
    forse domani splenderà ancora il sole.
    E non vi sarà ragione di tristezza.
    Da domani sarò triste,
    da domani.
    Ma oggi,
    oggi sarò contenta;
    e ad ogni amaro giorno dirò:
    da domani sarò triste.
    Oggi no!
    Vota la poesia: Commenta
      in Poesie (Poesie anonime)
      Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di
      un'ottantina di anni arrivò per farsi rimuovere dei punti da una
      ferita al pollice.

      Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.

      Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata
      oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.

      Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento
      che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io
      della ferita.

      Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli
      strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.

      Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro
      appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.

      L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per
      far colazione con sua moglie.

      Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da
      tempo dall'Alzheimer.

      Gli chiesi se per caso la moglie si
      preoccupasse nel caso facesse un po' tardi.

      Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni.

      Ne fui sorpreso, e gli chiesi 'e va ancora ogni mattina a trovarla
      anche se non sa chi è lei?

      L'uomo sorrise e mi battè la mano sulla spalla
      dicendo: "Lei non sa chi sono,
      ma io so ancora perfettamente chi è lei

      Dovetti trattenere le lacrime... Avevo la pelle d'oca e pensai:
      'Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita.

      Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è
      l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.

      Le persone più felici non sono
      necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che
      traggono il meglio da ciò che hanno.

      Spero condividerai questo messaggio con qualcuno cui vuoi bene, io
      l'ho appena fatto.

      La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di
      come danzare nella pioggia.

      Sii più gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che
      incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Baobab16
        in Poesie (Poesie anonime)
        In bilico, tra il ricordo e l'oblio
        da una parte la certezza di rivederti, una volta
        dall altra viverti come quando non lo è stato mai.
        Lunghe spiagge dorate che devote al loro mare
        spartiscono il dolore antico di qualcosa incompiuto
        dove solo nelle pareti dell'anima
        ha il tempo per riposare e riprendere a camminare.
        Composta martedì 5 agosto 2014
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Danza di Venere
          in Poesie (Poesie anonime)
          Quando ti osservo noto disinvolto,
          Il tuo volto assorto in piccoli pensieri,
          Colgo espressioni, movimenti e respiri,
          Avvolti in attimi che vorrei non finissero mai.

          Quando ti osservo nonostante tutto,
          L'unica mia preoccupazione è farti splendere ancora una volta,
          Credo nell'amore quello vero,
          in un tipo in particolare, lo definirei superiore.

          Tante parole racchiudono pensieri,
          Destiniamo il tempo a chi lo rende migliore,
          Continuerò a farlo perché è di poche parole la lingua del cuore,
          Ti sono grato per ogni sguardo intrecciato,
          lì in quegli occhi, li da qualche parte ho lasciato la mia anima.
          Composta martedì 9 maggio 2017
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Rosy Zangala
            in Poesie (Poesie anonime)
            È un clown,
            dal viso coperto di cerone bianco,
            una bocca vermiglia in un sorriso aperto e franco,
            un naso grande, grosso, rosso ciliegia,
            un informe vestito variopinto di cui si fregia.
            Questo il suo aspetto,
            ma quel ch'è strano
            nessuno s'accorge del suo cuore umano.
            Scherzi, frizzi, capitomboli e lazzi
            per far ridere tutti... nonni e ragazzi:
            ma il suo cuore è triste...
            lui dona amore
            ma nessuno lo vuole ricambiare.
            "Son qui" par che dica
            "questo è il cuor mio...
            ma ho bisogno di amore anch'io"
            nessun l'ascolta...
            il clown di lacrime ha coperto il viso
            nascoste dalla maschera e da quel sorriso...
            a lui son richieste sol capriole,
            ilarità, sberleffi sotto il riflettore...
            questo è il clown,
            e questo il suo cuore,
            spera sempre che ad ogni spettacolo fiorisca l'amore...
            La musica sale... la rappresentazione deve iniziare...
            va vecchio romantico clown
            e continua a sognare.
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Anna D'Urso
              in Poesie (Poesie anonime)

              Dalla stradina antica

              Dalla stradina antica, a mare,
              nello scurir dell'imbrunire,
              un piccolo golfo m'appare,
              pria che nebbia inizi a salire.

              Spinge l'onde un furioso vento:
              su neri scogli s'abbattono,
              con ria schiuma da far spavento
              e stanche, e vinte, s'infrangono.

              Scuro, silente, l'austero monte
              s'oppone, v'è più indifferente,
              a cupe nubi già di fronte,
              ché n'è colmo il cielo rasente.

              E presto la luce s'attenua,
              l'aria oscura si fa trascinante,
              e presto il freddo s'accentua.
              Al riparo incauto viandante!

              Addio giorno! La notte scende.
              T'ho speso per ciò ch'ho dovuto,
              gelido un brivido mi prende,
              t'ho speso per il non voluto.

              Mi volto: che bello vederti!
              L'anima mia non è più mesta:
              più grande è la gioia d'averti,
              nell'irosa notte in tempesta.
              Vota la poesia: Commenta