Poesie anonime migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie anonime)
Sia nel respiro di tutti il sogno che attraversa confine non visto.
Passi che ancora non cancellano
deserti e ancora qui non lasciano
visibili tracce ma che ci fanno
espandere memorie e donano
capacità di percorrere il tempo.
Per ogni pensiero nel silenzio
sia del cuore l'avvertito soffio
a regalare ali a quel tempo ora fuggito
al presente e al futuro non conosciuto.
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    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie anonime)
    Se fossi senza stelle mi piaceresti, o notte!
    Ma il linguaggio che parla il loro lume è noto,
    mentre quello ch'io cerco è il nero, il nudo, il vuoto.

    Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
    crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
    Quando si china e spasima l'amante sul'amata,
    pare un morente che carezzi la sua tomba...
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      Scritta da: LOs
      in Poesie (Poesie anonime)
      Il sole splende
      il cuore rimane freddo
      la vita sorride
      ma gli incubi
      tornano più crudeli di prima
      ridi e i tuoi occhi
      ti tradiscono
      velati da una strana
      malinconia
      che non si può cancellare
      perché l'unica cosa
      che farebbe risplendere
      di gioia quegli occhi
      è un'amore profondo
      chiuso in fondo
      al proprio cuore.
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        Scritta da: FaceLess
        in Poesie (Poesie anonime)

        Buio e niente

        Vorace l'eterna tristezza attende
        come avvoltoio ch'inumidisce il becco
        nel veder la carcassa ch'è il mio corpo,
        frammento in fili sottili
        il grande amore collassa
        in buco nero greve nell'assenza;
        affogheremo in un catino di lacrime
        simili a struzzi nascosti sotto terra
        o insieme daremo voce al vento
        percorrendo il fato che ci fece incontrare.
        Composta lunedì 1 gennaio 1900
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          Scritta da: FaceLess
          in Poesie (Poesie anonime)

          Graffi nel cielo

          Unghie spiantate
          cadono inermi
          su fredde pietre ghiacciate
          rotolando come vermi.

          L'aria calda riporta
          ricordi dal pozzo profondo e tetro,
          odore pungente di cadaveri decomposti
          sotto una stella,
          una qualunque fra le tante
          spente sigarette
          d'un posacenere di nera rabbia
          ed impazienza.

          Strappo le falangi gettandole al cielo
          sfiorando nuvole
          libere e sole
          fedeli compagne d'arei ed aquiloni.

          Nell'azzurro sei immensa,
          una macchia sulla terra;
          la corona guarda e pensa:
          rinizia la vana guerra.
          Composta lunedì 1 gennaio 1900
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