Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
La fama è un'ape
La fama è un'ape.
Ha un canto
e un pungiglione
Ah, ma anche le ali.
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La fama è un'ape.
Ha un canto
e un pungiglione
Ah, ma anche le ali.
Lento discendi, o Paradiso!
Labbra a te non avvezze
Timidamente delibano i tuoi gelsomini,
Come l'ape stremata
Che giunge tardi al fiore,
Ronza intorno alla sua stanza,
Conta il nettare,
Entra, e si perde tra i profumi.
Quando sento la parola "fuga"
il mio sangue scorre più veloce,
sorge in me improvvisa la speranza
e son pronta a volare.
Quando sento dire di prigioni
distrutte da soldati,
come un bambino scuoto le mie sbarre
invano, ancora invano.
Confusa solo per un giorno o due
imbarazzata - ma non spaventata -
camminando nel mio giardino, incontro
una ragazza del tutto inaspettata.
Fa un cenno, ed appaiono foreste -
ogni cosa comincia ad un suo invito.
In un tale paese certamente
io non sono mai stata.
Le cortesie più piccole
- un fiore o un libro -
piantano sorrisi come semi
che germogliano nel buio.
Rifletto: il mondo è breve
e l'angoscia - assoluta -
molti soffrono.
E con questo?
Rifletto: potremmo morire -
la vitalità più intensa
non può impedire il decadimento.
E con questo?
Rifletto: un giorno in cielo
in qualche modo sarà tutto uguale -
qualche nuova equazione sarà data.
E con questo?
Molta follia è divino buon senso
per chi sa vedere.
Molto buon senso, completa la follia.
Ma è la maggioranza che prevale,
in questo come in tutto il resto.
Acconsenti? Sei sano di mente.
Obietti? Se pericoloso, e certo
si farà bene a incatenarti subito.
E se dicessi che non aspetterò!
E se forzassi il cancello di carne
e passandolo corressi verso di te!
E se limassi questo corpo mortale,
vedessi dove duole - è sufficiente -
e camminassi nella Libertà!
Non potranno più prendermi, mai più!
Chiamino pure le prigioni e implorino i fucili, insensati ormai per me,
come il riso di appena un'ora fa,
o i pizzi, o il circo,
o chi è morto ieri.
Buongiorno, mezzanotte.
Torno a casa.
Il giorno si è stancato di me:
come potevo io - di lui?
Era bella la luce del sole.
Stavo bene sotto i suoi raggi.
Ma il mattino non mi ha voluta più,
e così, buonanotte, giorno!
Posso guardare, vero,
l'oriente che si tinge di rosso?
Le colline hanno dei modi allora
che dilatano il cuore.
Tu non sei così bella, mezzanotte.
Io ho scelto il giorno.
Ma, ti prego, prendi una bambina
che lui ha mandato via.
Se più non fossi viva
Quando verranno i pettirossi,
Date a quello con la cravatta rossa
Per ricordo una briciola.
Se non potessi ringraziarvi
Perché immersa nbel sonno,
Sappiate che mi sforzo
Con le mie labbra di granito!