SOSTEGNO A COLIANDRO.
Questa frase, in sé e per sé, non è niente di male. Anzi. Solo un depresso cronico sull'orlo del su*ic*idio non concorderebbe. E neanche per non voler condividere; solo per l'impossibilità di farlo.
Tuttavia, si tratta di un'esca. Un'esca che nasconde un amo mo*rtale, che è appunto la filosofia di Nietszche. Una filosofia senza speranza, che priva l'uomo di un futuro da costruire con le proprie mani; una filosofia che calpesta le donne, i poveri, i diseredati come esseri inferiori, ben meritevoli del "dominio" di improbabili "ultra-uomini"; una filosofia settaria, misterica, di matrice direi quasi massonica nella sua concezione elitaria; una filosofia dell'egocentrismo e del disprezzo che ha già fatto il suo tempo e conosciuto le sue sonore sconfitte, sia nella persona del suo autore, sia nelle persone dei poveri illusi che lo hanno seguito nello scorso secolo. Una filosofia che non è il caso di riproporre se non come termine di confronto, pietra di paragone di un errore da non ripetere.
Ben venga dunque la frase; ma... i complimenti a Nietszche non è proprio il caso di farli.
Di quanto ho sopra asserito sono naturalmente pronto a fornire ogni più approfondita spiegazione a chi dovesse farne richiesta.
Sin da quando abbiamo aperto gli occhi alla vita, questo mondo meraviglioso ci ha riservato e continua a riservarci mille sorprese. Tu, che ami la natura e gli animali, che ci sono fratelli nella vita, nella m0rte e nell'affetto, puoi renderti conto di quanta incredibile fantasia si sia esplicata in questa grandiosa invenzione che è l'universo della materia, della vita e dei sentimenti. Non mi sembra quindi sia il caso di disperare: vi saranno nuove sorprese, nuovi regali, nuovi ricchi premi, come sempre immeritati, anche per il nostro "ultimo" salto.
Antonio: bisogna cercare, cercare senza trovare, e penare a lungo.
Poi si accende la luce.
Una volta che l'hai vista, anche se poi si spegne (perché talvolta si spegne, anzi si DEVE spegnere, per vedere se riesci a brillare da solo) sai che c'è, e anche come riaccenderla: cercando ancora.
Cercare, naturalmente, dentro di te (o anche dentro gli altri: è la stessa cosa).
Mah... Vincenzo, detto sommessamente, ma secondo me il tuo commento 14 forse era destinato ad altro post, e l'hai messo qui per errore.
Vero è infatti che frequentemente le iniziative umane finiscono a pu..ane, ma che possa finirvi inopinatamente anche questo discorso, di squisita natura filosofica, o addirittura teologica, mi pare un pochettino esagerato...
Questa frase, in sé e per sé, non è niente di male. Anzi. Solo un depresso cronico sull'orlo del su*ic*idio non concorderebbe. E neanche per non voler condividere; solo per l'impossibilità di farlo.
Tuttavia, si tratta di un'esca. Un'esca che nasconde un amo mo*rtale, che è appunto la filosofia di Nietszche. Una filosofia senza speranza, che priva l'uomo di un futuro da costruire con le proprie mani; una filosofia che calpesta le donne, i poveri, i diseredati come esseri inferiori, ben meritevoli del "dominio" di improbabili "ultra-uomini"; una filosofia settaria, misterica, di matrice direi quasi massonica nella sua concezione elitaria; una filosofia dell'egocentrismo e del disprezzo che ha già fatto il suo tempo e conosciuto le sue sonore sconfitte, sia nella persona del suo autore, sia nelle persone dei poveri illusi che lo hanno seguito nello scorso secolo. Una filosofia che non è il caso di riproporre se non come termine di confronto, pietra di paragone di un errore da non ripetere.
Ben venga dunque la frase; ma... i complimenti a Nietszche non è proprio il caso di farli.
Di quanto ho sopra asserito sono naturalmente pronto a fornire ogni più approfondita spiegazione a chi dovesse farne richiesta.
Poi si accende la luce.
Una volta che l'hai vista, anche se poi si spegne (perché talvolta si spegne, anzi si DEVE spegnere, per vedere se riesci a brillare da solo) sai che c'è, e anche come riaccenderla: cercando ancora.
Cercare, naturalmente, dentro di te (o anche dentro gli altri: è la stessa cosa).
Vero è infatti che frequentemente le iniziative umane finiscono a pu..ane, ma che possa finirvi inopinatamente anche questo discorso, di squisita natura filosofica, o addirittura teologica, mi pare un pochettino esagerato...