Esperienze


Scritto da: Raffaella Frese
in Diario (Esperienze)
Oggi scrivo dell'amore, di luoghi comuni, scrivo di un qualcosa che porta scompiglio, scrivo di qualcosa che dovrebbe essere naturale e semplice. Scrivo dell'amore, quello senza egoismo, quello senza ipocrisia, quello che è conforme alla felicità poiché è la felicità. Scrivo di un rispetto che va oltre gli schemi epatici di una vita data sempre per scontato. Scrivo dell'oltre, che non tutti riescono a sentire. Scrivo dell'amore, di quella sfera di luce che illumina e rincuora quella dignità che per molti è Obsoleta e insignificante. Ma, l'amore non è un concetto astratto, non è un racconto di un maestro di vita, non è un libro da leggere scritto da un filosofo che esprime la propria esperienza con distacco dalla cruda realtà. L'amore è sentirsi completi, è sentirsi a casa, è sentirsi pieni di gioia, è la paura di perdere l'unica cosa che dona vita al tuo respiro. Ecco cos'è l'amore! L'amore non mette toppe, non solca il viso con lacrime amare, non spezza le ali, non accoltella con il tradimento, non dona frustrazione ma serenità. Ma ahimè oggi l'amore sono solo bei discorsi, che basati sulla superficialità del sentirsi superiori e onnipotenti, oltrepassano ogni confine nelle bassezze più remote, dove il quotidiano si trasforma in abitudine, in una routine accomodante che nulla a che fare con il verbo Amare.
Composto mercoledì 2 febbraio 2005
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    Scritto da: Ilaria Sansò
    in Diario (Esperienze)
    Mi rifugiavo negli angoli più nascosti dell'appartamento. Mi sentivo al sicuro. Avevo capito che alcune cose mi avrebbero fatto sentire un male tremendo. Con una matita tra le dita facevo finta di fumare e di sentirmi grande, con gli occhi rivolti verso l'alto cercavo parole adatte per un domani e le nuvole le catalogavo come gomme da cancellare fatte di zucchero filato. Mi ritrovo anche senza parole a volte, perché ho imparato quanto possano far del male. Perché non ho mai potuto fare a meno di rispondere alla gente: "Ma io sono già grande", con un peluche in mano. Ne è piena la stanza, di orsacchiotti. Mi coprivo le mani con le maniche di un maglione troppo grande e lungo perché nascondevo evidentemente un dono. Nascondevo la mia sensibilità, non di un'altra bambina. La mia. Facevo impazzire le maestre per il mio ordine nei quaderni, anche quando scrivevo sulla lavagna. Mostravano, alzando il quaderno, la mia capacità di mettere tutto in ordine ed al proprio posto. Sì, quanto ero davvero brava a comprendere. Io che adesso non mi comprendo nemmeno più per come dovrei, piuttosto cerco di capire cosa vogliono gli altri da me. È come se quella bambina in me ci sia sempre a ricordarmi che se volessi, in qualunque momento, potrei riprendere la capacità di essere più determinata. Adesso, quella bambina, i colpi e tutto il male me li sta facendo notare. Un dolore passato sotto i suoi occhi che tanto male non fa.
    Composto giovedì 20 dicembre 2018
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      Scritto da: Ilaria Sansò
      in Diario (Esperienze)
      Mamma si mise davanti e me lo disse. Mi mise in guardia delle trasformazioni mie e quelle intorno a me. Io volevo soltanto sentirmi ancora a casa; a casa mia. Perché da bambina credevo nella magia di piccole cose che mi avrebbero portata, poi, a rendermi più forte. Io dovevo soltanto accettarlo. Guardai mia mamma, piansi ma non come piango adesso. Responsabilmente so che torno nella mia dimora anche solo con un pensiero ed un desiderio nel cuore. Il trasloco ai miei otto anni mi avrà fatto capire quanto siano costosi i cambiamenti dentro l'anima. Adesso che sono cresciuta e cresco ancora, ne sento pure l'odore.
      Composto giovedì 20 dicembre 2018
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