Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ti amo come se mangiassi il pane

Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
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    Scritta da: rainbow
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Tristezze della luna

    Nei suoi sogni la luna è più pigra, stasera:
    come una bella donna su guanciali profondi,
    che carezzi con mano disattenta e leggera
    prima d'addormentarsi i suoi seni rotondi,

    lei su un serico dorso di molli aeree nevi
    moribonda s'estenua in perduti languori,
    con gli occhi seguitando la apparizioni lievi
    che sbocciano nel cielo come candidi fiori.

    Quando a volte dai torpidi suoi ozi una segreta
    lacrima sfugge e cade sulla terra, un poeta
    nottambulo raccatta con mistico fervore

    nel cavo della mano quella pallida lacrima
    iridescente come scheggia d'opale.
    e, per sottrarla al sole, se la nasconde in cuore.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Isola

      Di te amore m'attrista,
      mia terra, se oscuri profumi
      perde la sera d'aranci,
      o d'oleandri, sereno,
      cammina con rose il torrente
      che quasi n'è tocca la foce.

      Ma se torno a tue rive
      e dolce voce al canto
      chiama da strada timorosa
      non so se infanzia o amore,
      ansia d'altri cieli mi volge,
      e mi nascondo nelle perdute cose.
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        Scritta da: Saeglopur
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Ode all'autunno

        Modesto è l'autunno, come i taglialegna.
        Costa molto togliere tutte le foglie
        da tutti gli alberi di tutti i paesi.
        La primavera le cucì in volo
        e ora bisogna lasciarle cadere
        come se fossero uccelli gialli:
        Non è facile.
        Serve tempo.
        Bisogna correre per le strade,
        parlare lingue,
        svedese, portoghese,
        parlare la lingua rossa,
        quella verde.
        Bisogna sapere
        tacere in tutte le lingue
        e dappertutto, sempre,
        lasciare cadere,
        cadere,
        lasciare cadere,
        cadere le foglie.
        Difficile è essere autunno,
        facile essere primavera.
        Accendere tutto quel che è nato
        per essere acceso.
        Spegnere il mondo, invece,
        facendolo scivolare via
        come se fosse un cerchio di cose gialle,
        fino a fondere odori, luce, radici,
        e a far salire il vino all'uva,
        coniare con pazienza l'irregolare moneta
        della cima dell'albero
        e spargerla dopo
        per disinteressate strade deserte,
        è compito di mani virili.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Lamento

          Non ci è dato di essere.
          Noi siamo soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma:
          al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna.

          Forma su forma riempiamo senza tregua,
          nessuna ci diviene patria, gioia o piena,
          sempre siamo in cammino, ospiti sempre,
          non c'è campo né aratro per noi, né pane cresce.

          E non sappiamo cosa Dio ci serbi,
          gioca con noi, argilla nella mano,
          muta e cedevole che non piange o ride,
          mille volte impastata e mai bruciata.

          Potessimo, una volta, farci pietra, durare!
          Questa è la nostra eterna nostalgia,
          ma un brivido perdura a raggelarci
          e non c'è pace sulla nostra via.
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