Poesie personali


Scritta da: Barbara Brussa
in Poesie (Poesie personali)

Per sempre, e così sia

Vivere per sempre 
tra un sospiro a fior di labbra
e un brivido che scuote l'anima

Cucire merletti di sogni
ai bordi della realtà
e tuffarmi su candide nuvole
di zucchero filato

Assaporare dolcezza
nella quiete d'un isola deserta
Lontano. Lontano da questo mondo
che ha il ruvido sapore della mediocrità
e dell'inganno

Vivere per sempre in un mondo parallelo
senza scoprire mai se son fatta 
di sogni travolgenti o di piacevoli, 
fragili illusioni.
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    Scritta da: Barbara Brussa
    in Poesie (Poesie personali)

    All'alba della Vita

    È promessa di felicità 
    il tempo dell'attesa
    Arcobaleno dipinto 
    su cielo spoglio di nebbia

    E il cuore già dischiude 
    i petali suoi, ad accogliere 
    il mistero di quel segreto bisbigliato 
    ma non ancora  rivelato

    Mille saranno i baci 
    e mille ancora
    le più tenere carezze
    quando il primo vagito 
    esploderà gioia all'alba della Vita

    Sarà istante infinito 
    sarà il miracolo d'un bimbo che nasce 
    nell'amore supremo, scoppiato nel cuore 
    di mamma e papà.
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      Scritta da: Barbara Brussa
      in Poesie (Poesie personali)

      Eppure c'era il sogno

      Ti guardo un istante, prima di andar via
      Conto le assenze collezionate nel tempo
      quel vuoto che brucia visceralmente
      Conto i sorrisi costruiti su labbra
      che tradirono e mille volte ingannarono
      Conto gli anni sprecati ad inseguire
      un sogno edificato sul nulla
      Conto tutte le cicatrici di ferite
      che ancora riescono a sanguinare

      Eppure c'era il sogno a riempire le crepe del cuore
      Una voce che sempre ti cercava
      e più d'ogni altra cosa ti bramava
      C'era nell'aria la magia dell'antica promessa
      che si rinnovava ad ogni sfiorar di labbra
      e ad ogni intreccio di mani
      C'erano occhi che insieme si fondevano
      nei colori dell'amore

      Ora mentre mi guardi andar via
      smetto di contare i miei passi stanchi
      su quel tappeto di sogni ormai liso
      E mi avvio lentamente
      con le antiche promesse incastrate in gola
      a soffocare il sogno
      Non conto più nemmeno le mie lacrime

      mi chiedo soltanto quante volte ancora
      dovrai massacrarmi l'anima
      e farmi sanguinare il cuore
      prima ch'io mi decida a distruggere
      quell'immagine che io stessa
      t'ho dipinto addosso

      Un'immagine onirica, dolcissima
      ma fasulla
      Come tutto ciò che ti appartiene.
      Composta venerdì 1 marzo 2013
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        in Poesie (Poesie personali)

        Il cellulare

        Il tempo scorreva in compagnia
        si discuteva insieme in allegria;
        senza vociare, senza disturbare;
        se aprivi bocca senza alzare il dito
        prima che altri avessero finito
        musi lunghi e disapprovazione.
        Oggi è diverso, non c'è discrezione:
        se il cellulare trilla bisogna replicare.
        Che importa se siamo tra la gente,
        in chiesa, dal medico o in corsia,
        si risponde, la cosa è indifferente!
        È fuori luogo da noi il Della Casa
        il suo ranco e la vita era invasa
        da damigelle, blasoni, da patrizi,
        che eccellevano spesso per i vizi.
        Con i moderni non corre paragone
        non serve al progresso educazione.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Il mare e la sposa

          Oggi è in posa il mare,
          si fa fotografare con la sposa
          venuta ad eternare
          la promessa d'un eterno amore.
          Arabeschi disegna con la spuma
          avanza, indietreggia,
          festoso sulla riva ondeggia,
          poi si riposa.
          Vola via così questo momento,
          il mare continua il suo cammino
          appena il tempo per un giuramento
          e da domani l'onda del destino.
          Composta mercoledì 13 giugno 2012
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            Scritta da: Michele Casaburo
            in Poesie (Poesie personali)

            Quando un amore finisce

            Quando un amore finisce,
            la vita non ha più senso stare senza di lei,
            abituarsi a stare senza il suo sorriso.
            perché lei era come il paradiso per me,
            ora che non la vedo mi sento vuoto,
            vuoto e non ho una meta da raggiungere,
            ne una destinazione dove poter andare,
            resto a scrivere per ore sperando di non pensarla,
            ma il mio pensiero vola e va verso di lei,
            perché voglio quello che non c'è.
            Composta sabato 10 maggio 2008
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              in Poesie (Poesie personali)

              Natascia, portici, amanti e vetrine

              Sono due giorni
              che tuo marito ti cerca,
              telefona,
              invia messaggi.
              Adesso gli hai risposto,
              sento che ti implora
              che ti perdona tutto,
              pur senza sapere cosa hai fatto,
              o forse si.
              Ripete
              -tutto... tutto... tu... però... noi... non puoi... amo... perché... prego... -
              Mi sento i suoi schiaffi in faccia.
              E tu che ascolti e sbuffi,
              poi mi strizzi l'occhio,
              complicità che non concedo,
              pur stando zitto.
              Hai dato di più a me,
              hai detto,
              in questi giorni,
              che a lui in un anno,
              come se fosse un vanto,
              o un complimento,
              senza che io te l'abbia chiesto.
              Ma forse più che premiare me
              hai voluto punire lui.
              E guardi le vetrine,
              mentre lo ascolti ancora,
              col dito mi indichi gli oggetti,
              poi metti la mano avanti,
              mi chiedi di aver pazienza.
              Col pollice alzato
              mi indichi un minuto,
              un minuto solo,
              ma non è quello il punto,
              io penso fra me e me
              che essere l'amante,
              a volte richiede
              assenza di coscienza
              e "un pelo" che non ho.
              Intanto Bologna ci gira intorno
              ed a me gira la testa.
              Composta venerdì 1 marzo 2013
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