Poesie personali


Scritta da: matisse
in Poesie (Poesie personali)
Occhi malinconici, profondamente
addolorati
un viso a volte tumefatto, scuro
segnato da una mano che ti abbatte
incurante di colpire.
Indifeso, infelice impaurito.
Un tremore incontrollato scuote un corpo
esile di bimbo.
Hai sognato un luna park
tanti giochi
poi una barca e un pallone
e tuo padre che lo insegue.
Una madre che ti imbocca
che ti abbraccia
che ti ama.
Poi di colpo, torna quella
voglia di scappare.
Hai perfino paura di sognare.
Non sai spiegartelo il perché
non hai colpe, però paghi
ti ranicchi in un angolo
impaurito
ma ti raggiungono anche lì.
Senti male dappertutto
anche quando non ti picchiano più.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: DiamondSwan
    in Poesie (Poesie personali)

    Nato con il sogno dentro me

    Nato con il sogno dentro me
    vissuto sapendo che crescevamo insieme ma distanti chissà quanto
    la vita che passa e il desiderio di incontrarti che cresce in me
    gli amori son così albergano in noi e poi escono
    son gesti di pensieri fatti col cuore e vissuti con amore
    la speranza di vederli un giorno davanti è il segno di una vita
    che gode solo per quell'attimo
    Tu che sai di vivere e che di me non sai
    te che vivi i giorni io che li passo per te
    un sogno sempre non sarai in un attimo cambierai una vita per te
    La speranza di scorgerti nel groviglio di persone sai che questo è
    il modo di andare verso il destino che voglio per me
    La vita mia non conta è solo te che vali ed è ciò che darò a te
    Un attimo di sole sai che scioglie il gelo di un anima per te
    Il pensiero di te che vivi fa battere il cuore in me
    Un suono che riecheggia per chiamare te
    Non so se oderai
    Ma di certo vivrai sapendo di me in un modo che spero valga anche per me
    Nato con il sogno dentro me
    Nato con il sogno dentro me.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Giulia Guglielmino
      in Poesie (Poesie personali)

      Magari fosse vero

      Magari fosse vero:
      Già mi vedo mentre giro la chiave del nostro portone;
      Non me l ha promesso ma forse lo vuole anche lui.

      Magari fosse vero:
      Già sento provenire dalla stanza da letto
      il rumore della persiana che cala e
      compone l'atmosfera giusta per tenerci vicini;
      Non me l'ha promesso ma forse lo vuole anche lui.

      Magari fosse vero:
      Riesco già a sentire quel pianto,
      una piccola vocina che dipende solo da noi;
      Non me l'hai promesso ma forse lo vuole anche lui.

      Magari fosse vero...
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Lidia Rossi.
        in Poesie (Poesie personali)

        Buio

        Quando in testa ti girano strani pensieri
        e ti accorgi di essere sempre quella che eri
        ti svegli assonata e ti rigiri nel letto
        pensando a cosa a come a perché è successo...
        Non capisci più niente non senti ragione
        ti soffoca dentro qualsiasi emozione...
        ragioni di lei di lui e di questo
        ma non ti accorgi che cos'è che nn va dentro te stesso...
        Allora ti affacci ad una finestra...
        guardi le luci che passano di fretta...
        guardi laggiù nel buio più profondo...
        e pensi che è così ogni tuo maledettto giorno...
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Roberto Di Nardo
          in Poesie (Poesie personali)

          Guarderò per sempre là, dove il cuore si accende

          E guarderò per sempre la, dove il cuore si accende
          di musica che, ruberò ad ogni istante,
          ogni istante che, vive dentro,
          respira all'interno.

          Cercherò dovunque possa incontrare i miei sogni,
          lo chiederò a un Dio, dove volano gli angeli,
          e ti incontrerei, e ti ruberei,
          mi trasformerai...
          di luce, questa notte, parlerà di te,
          che al nero dai colore, vivo, più vivo che c'è,
          e resta di te, anche se non ci sei,
          chissà dove...

          Costruirò un nido tra le stelle, dedicato a te,
          un battito di voce, forte, più forte.
          Accenderò mille soli ancora, brucerò di te,
          eterne sensazioni nascoste dentro,
          che si nutrono di te, essenza dei sogni,
          dove te ne vai, dove te ne vai...

          dove te ne vai...

          Aspetterò il momento, attimo di controtempo,
          di danza che descrive disegni di Dio,
          e ti canterò,
          ora...

          ti vivrò.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Roberto Di Nardo
            in Poesie (Poesie personali)

            Sono al mio posto, come sempre

            C'è nebbia,
            di colore bianco nascosto, come polvere all'aria,
            e io sono qui,
            al mio posto, come sempre,
            dall'alba dei giorni, alle porte della città d'oro.

            Ho il presentimento che appartiene al guardiano,
            quello di dover suonare il gjallarhorn,
            per l'ultima volta, annunciando la fine,
            per primo,
            primo attore di pagine scritte,
            sono al mio posto.

            È una nebbia che non ha faccia dei soliti giorni,
            cresce, per nascondere l'inganno,
            ogni attimo rubato alla mia pur penetrante vista,
            è un momento in meno,
            sottratto agli ultimi sospiri.
            Come al gatto, cui han rubato il rumore dei passi,
            o il respiro assente nei pesci, questa nebbia avanza,
            verso la città splendente.

            È questa la battaglia!
            Quella per cui, guerrieri come me, come i miei fratelli,
            hanno conosciuto i nove mondi,
            attraverso i propri occhi, al contatto della pelle.
            Il cuore mi si spacca, ho nel fiato il primo suono della guerra,
            comincerà da quel momento,
            comincerà da adesso.

            Gjallarhorn suona.
            Il suo alito d'allarme, disperde ogni dubbio,
            nella nebbia si trasformano mostri e giganti,
            una distesa immensa, orda di distruzione.
            L'unico intento è travolgere la vita.

            Ho ascoltato il nascere del primo suono,
            flebile, come niente possa assomigliare,
            sento crescere perfino l'erba, che al confronto,
            è come l'esplodere di un vulcano ardente,
            mi accorgo dell'ammantarsi di ogni gregge, della propria lana,
            ed il paragone fa sembrare come mille cascate infuriate.
            Ma con tutta la sua sottigliezza, quel primo suono,
            ha avuto lo stesso fragore della luce che disperde il buio,
            improvvisa.

            Fin da quell'istante conosco il momento dell'ultimo gjallarhorn.
            Ed è adesso.

            Venite avanti, demoni d'inganno!
            Ho la mia spada in pugno, e questo è quanto basta!
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Roberto Di Nardo
              in Poesie (Poesie personali)

              Maschere

              Maschere sulle facce della gente, maschere sulle facce della gente,
              maschere sulle facce della gente, maschere sulle facce della gente,

              che continua a recitare male, male,
              e la pressione sale, comincia a fare male, male,
              è tempo di indossare, cambiare

              maschere su volti colorati d'occasione, confusa ipocrisia,
              armi nelle mani cammuffate d'emozioni, cruda promiscuità,
              vite sconosciute dentro liquidi inebrianti,
              malata fantasia intrisa di follia,
              verità smarrite dietro plastiche eccitanti, perversa insanità.

              Vivono nella mia mente, facce della stessa gente, niente d'importante.

              Maschere, maschere, maschere, maschere,
              maschere, maschere, maschere, maschere,
              riconosciti...

              maschere sulle facce della gente, maschere sulle facce della gente,
              maschere sulle facce della gente, maschere sulle facce della gente,

              che continua a recitare sempre male,
              credendo d'inventare nuove sensazioni umane,
              è tempo di cambiare, sognare.

              Maschere, maschere, maschere, maschere,
              maschere, maschere, maschere, maschere,
              adeguati,

              vivono nella mia mente, facce della stessa gente, niente d'importante.

              Luce nei discorsi di oscure verità,
              regole e pretesti di false libertà,
              quante condizioni spacciate per progresso, sordida egemonia,
              sogni e convinzioni vendute per successo, candida malattia,
              sogni e convinzioni vendute per successo, perdute per successo
              rimescolati.

              Maschere sulle facce della gente, maschere sulle facce della gente,
              maschere sulle facce della gente, maschere sulle facce della gente,
              vivono nella mia mente diverse facce della stessa gente,
              diverse facce della stessa gente
              che continua a recitare.
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Roberto Di Nardo
                in Poesie (Poesie personali)

                Io sono il cuore di un arcobaleno

                Io sono il cuore di un arcobaleno, goccia nascosta tra colori e nero,
                io sono un soffio di vento già perso, in un respiro di tempo diverso,

                io sono nato da un'unica stella che di riflessi di luce non brilla,
                io sono un mondo di mente lontana, che viaggia al suono di mille pensieri.

                Io, perso in ogni istante, nelle increspature che testimonianza rendono esistenza,
                io, punto di confine, tra un'assenza d'anima, e un sogno che non vive,
                io, vicino a Dio, nascita d'essenza, piume decadenti verità.

                Io sono il cuore di un arcobaleno, roccia d'immagine il mio mistero,
                io sono un battito di cortesia, volontà d'altro, confusa bugia,

                io sono vivo da una mattina fatta di cielo colore di notte,
                io sono segno lasciato su muro, che prima d'essere è già cancellato.

                Io, fuoco di bestemmia, arso dal sapere d'essere soltanto maschera di nulla,
                io, lacrima di male, trasformata d'arte, per poter cadere,
                io, reclamo Dio, libero d'amore, ali per volare via.
                Vota la poesia: Commenta
                  Scritta da: Roberto Di Nardo
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Gocce di follia

                  Vi entusiasmerò con mille gocce di follia,
                  prese da istanti soffocati d'insana armonia,
                  dove trasformo essenza,
                  dove ogni battito si nutre a immagini dipinte d'anima,
                  ma non chiedete di più,
                  per ogni lacrima discesa in fantasie d'oscurità,
                  pagherò,
                  che se un vecchio cuore porta estratte solo ali infette d'immortali sogni,
                  a non poter capire,
                  che ad ognuno infranto, nasce melodia modellata d'inferno,
                  dove scendo per essere a ragione di esistenza,
                  e trascino forme di putrida speranza,
                  fino a trovare un Dio,
                  che tutti quelli in cui ho creduto,
                  ne stringo in petto solo immagini riflesse da lucente falsità,
                  che se a volare fino ai limiti del cielo, il cielo finirà.

                  Vi entusiasmerò della mia stanca verità,
                  frammenti catturati da ogni nuova identità,
                  dove nascondo pugni chiusi,
                  dove ho seppellito la mia vera maschera,
                  lasciatemi cadere ancora,
                  in fondo a ciò che non esiste, forse sarà,
                  forse stelle colorate d'acqua piangeranno per me,
                  che riconosco solo riflessi,
                  e vivo come Dio.
                  Vota la poesia: Commenta
                    Scritta da: Roberto Di Nardo
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Fenice

                    Danza su nuvole di circostanza, questo incantesimo che oscura il mondo,
                    pioggia di un'anima che sta nascendo, risveglio che ci distrugge i sogni.

                    E fingerai di passarci affianco, fotografia di un istante eterno,
                    veglia continua di profumi intensi, vestaglia di una rinascita.

                    Cosa vive fuori, al di là degli occhi, solo un passo oltre, dorme nella mente,
                    costruisce immagini, castelli fragili, domande inutili, altrove istante.

                    Echi lontani disturbano il cielo, campi sommersi di inutili ali,
                    rabbia, dolore, paura di urlare, veli di cenere sulla vita.

                    Ricordi rimodellati dal tempo, menzogne rese più vere del sangue,
                    sabbia ci resta da stringere in mano, stanche rovine di divinità.

                    Sopravvive ancora, al di là del senso, resta nell'attesa, immortale evento,
                    sia la luce o tenebra, sia falso o verità, esiste nel nulla, se nulla esisterà.
                    Vota la poesia: Commenta